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OH – O – HO! Gabriele Nanfitò!

DAZEBAO DEL PARCO ORNITOLOGICO DI SICILIA

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IL MERLOROSSO D’AVOLA PRESENTA: FISCHI GORGHEGGI E ZIRLII

(Rubrica di botticelle e carote bianche di Sicilia scritta e animata da Gabriele Nanfitò)

 

Una cosa sembra certa ai siciliani di questo spogliarello di fine anno 2017, quella del proverbio antico che era sulla bocca del popolo già a metà millesettecento, un primato che fa impallidire quanto è stato sentenziato dopo, dai grandi letterati. Nel 1746, infatti, in Sicilia si passava voce e parola con questa formula salvifica. “Li cosi comu su’ làssili stari, non ti pigghiàri jatti a pittinàri”.

La notizia dell’intervento sul DNA umano che è stato praticato negli States, in California, ha provocato fibrillazioni emotive in alcuni parlamentari italiani che tra luscro e brusco hanno costituito un comitato permanente per l’approvazione di una legge che consenta alla medicina di modificare il DNA dei mafiosi riconosciuti tali, a cominciare da quelli usciti o tuttavia custoditi nelle patrie galere.

A Castel di Tusa il giorno del prossimo Natale (25 dicembre per i più distratti) i fans dell’ex governatore della regione Sicilia, onorevole Rosario Crocetta, inchioderanno una targa bronzea sullo scoglio a sinistra del cateto costiero dell’angolo di mare dove il presidente adesso emerito, prese un bagno dimostrativo di primavera in senso stagionale e personale. Facendo immortalare l’evento dall’intervento di telecamere televisive e confortare dal suono di cornamuse dei pastori di Mistretta. Un serto di fiori rosa e celesti sarà lanciato nell’angolo di mare che ha ospitato lo storico bagno, da alcuni rappresentanti del Circolo eolico di Filicudi. Si potrà assistere da invitati.

Aria di annullamento per gli esiti delle elezioni regionali in Sicilia del cinque novembre appena scorso: un comitato composto da alcuni ex deputati risultati non eletti, tra cui gli onorevoli Enzo Vinciullo (AP), Giacomo Scala (Sicilia Futura), Marco Forzese (Centristi), Angelo Villari (PD), Pippo Di Giacomo (PD) e Nino Germanà (Forza Italia), tra furore e carte bollate querelano e chiedono ai tribunali competenti la esclusione “a posteriori” delle liste irregolari secondo il dettato della Legge Severino. La Sicilia trema e questa volta non è scossa tellurica naturale. Nanfitò è rimasto fermo a osservare dal balcone sbriciolando mollichelle ai suoi fedeli colombi.

Siamo stati facili profeti al momento di scrivere nel numero di Lunarionuovo pubblicato un mese prima del voto in Sicilia, facili profeti, lo ripetiamo, a favore del trionfo di Nello Musumeci governatore. Musumeci occupa adesso lo scranno dal quale hanno governato la Sicilia del primo passato remoto gli onorevoli Alessi, Restivo e La Loggia (nomi come piramidi), poi i tre catanesi Coniglio, Nicolosi e Lombardo cui adesso si aggiunge, appunto, Musumeci. Scranno su cui ha regnato anche Totò Cuffaro, che adesso, dopo l’omaggio letterario a Silvio Pellico, essendo ineleggibile, può vantare una propria forza rappresentativa della maggioranza politica di Sala d’Ercole. Musumeci ha dalla sua le spalline dell’abito nuovo fresche ancora della toga di presidente della Commissione regionale antimafia per tutta la scorsa legislatura. Ma chi lo invidia è ingenuo.