Al momento stai visualizzando L’aria del mare

MARE

L’andirivieni di quell’onda scivola
sul filtro della sabbia che respira
sale. Riposano le alghe, immerse
nella corrente che non le trascina.
Le loro trasparenze sono immagine
di vita sparsa in ogni forma e luogo.
Torna, con l’onda, lo stesso riverbero
e i giochi della luce ridisegnano
l’incanto dell’azzurro che trasfonde
nell’acqua il cielo. Distesa, la vista
si perde nel profumo che la scioglie:
l’aria del mare! Sale che s’aggruma
nel respiro. E la voce che si stempera
ne raccoglie il vibrato. Pace santa,
come potrei pensarmi senza!
Quasi fosse nell’onda la mia stessa
mente, trasfusa dentro la marea.

Marina di Ragusa, 13 agosto 2021

IL MARE DI NOTTE

A sprazzi bianche
strisce nel fondo nero-blu
sciabordano. Spruzzi pazzi
nell’aria che frizza di sale
guizzano negli spazi
che la luna non cattura.
La danza non dura
che un istante e, all’infinito,
ripete la scena mai persa
che, sempre diversa,
perdura. La voce del canto
è l’acqua che brucia
la luce, nell’incanto di luna
che accresce i riflessi
sull’onda profonda
e vi si mesce, tra schizzi
con schiuma cremosa.
Risorge nel buio dell’acqua
ma non dura. Sbatte
tra le botte che l’aria
della notte oscura.
La distesa compatta
si muove in un canto corale
che, sempre diverso
ed uguale, si unisce
col cielo e sale alla luna.
Potessi nuotare
nel fondo dell’onda;
volare nell’aria che brucia
di schiuma e di stelle,
trasfuso nel canto
che grida. Sarei quel pensiero
che l’onda non dice,
quel profumo che scioglie
il respiro e lo fonde
nel vento e nel canto
infinito. Sarei l’universo
che grida l’amore nel verso
di un canto già muto,
nel tempo che fonde
il minuto all’eterno.

Marina di Ragusa, 19 agosto 2021

IL MARE E LO SCOGLIO

Scivola liquido,
s’avvinghia, traspare,
trasborda, ritratto
si contrae, travolge
ed avvolge. Tutto brucia
che pare si sciolga,
lucido, anzi traslucido.
Il rombo che scroscia
canta il lamento
del vento che sbatte
sull’acqua che salta
e batte più volte
sul mostro basaltico,
rotondo e folto
di verde biondo.
L’azzurro che sbianca
contro il verde racconta
l’incontro del cielo
con l’acqua che scontra
la terra – la bava
del mare sul riccio
graffiato della trascorsa
lava – immersa, sommersa,
riapparsa cosparsa
di schiuma.
Tutto disteso galleggio,
mi aggrappo, mi attacco,
mi stacco, non voglio,
e mi lascio andare.
Come quasi ad imitare
questo fare all’amore
del mare con lo scoglio.

Acireale, 29 agosto 2021
                               Antonio Leotta