Al momento stai visualizzando Dalla finestra di Mario Grasso – Intervista a Gaetano Strano

Al dottore commercialista Gaetano Strano, cultore da sempre di particolari attenzioni per le opere di Nino Martoglio, collezionista delle annate del d’Artagnan, benemerito operatore culturale, nella sua qualità di segretario del Comitato per le celebrazioni del centenario della tragica morte del Martoglio, abbiamo rivolto alcune domande, anche per ottenere informazioni sui preparativi in corso. Una esclusiva per i lettori di Lunarionuovo, di cui, intanto, ringraziamo l’intervistato per la cortese disponibilità. Ed ecco su quanto siamo stati cortesemente informati.

  • Ci vuol parlare dei suoi interessi per Martoglio e le sue opere?

Il mio interesse per Nino Martoglio, poliedrico autore e artista – infatti si distinse come poeta, giornalista, commediografo, regista e fondatore di compagnie teatrali (anzi potremmo dire fu il fondatore del teatro siciliano) – nasce tanti anni fa ormai. E’ connesso ai miei interessi culturali e letterari, in particolare per i grandi autori siciliani e di rilievo nazionale a partire dal fondatore del Verismo Capuana e i suoi sodali e amici, Verga e De Roberto. Inizialmente il mio interesse si è rivolto a Capuana figlio illustre del suo e mio paese natale, Mineo, dove io sono nato e cresciuto e ho fatto la mia prima formazione. Di Capuana ho sempre apprezzato la molteplicità dei suoi interessi e per questo vedo somiglianze con Martoglio ovvero lo spirito libero e curioso di entrambi ha consentito alla loro creatività di esprimersi non solo nel campo letterario e dell’arte ma anche nel campo del teatro, della regia, della fotografia e nel caso di Capuana il suo impegno si è esteso perfino in campo politico-amministrativo attraverso l’esperienza di sindaco del suo paese. Da lettore e conoscitore di Capuana sono stato nel 1998 tra i promotori e redattori di un progetto partecipante ad un concorso di idee, promosso dalla Fondazione Ippolito Nievo, per la costituzione di un Parco Letterario con finalità di promozione del territorio quindi come fattore di attrazione di flussi turistici alla ricerca e alla conoscenza dei luoghi fonti di ispirazione letteraria degli autori. Il progetto fu giudicato interessante e meritevole di finanziamento.

Da questo particolare interesse per Capuana è stato in un certo senso naturale il mio coinvolgimento, quale segretario, nel Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte nel 2015. Mi sono soffermato su Capuana perché con Martoglio, nonostante la differenza di età, c’era amicizia, stima e amore per la letteratura, l’arte e il teatro, in un certo senso Martoglio è stato un allievo. Testimonianza perenne di questo sentimento è la dedica della Centona (la sua raccolta di poesie dialettali) all’“Illustre Maestro”. Un altro motivo di apprezzamento e interesse per Martoglio sta nel mio amore per il teatro di tradizione dialettale e Martoglio in questo senso è stato un prolifico autore che ha saputo raccontare la sua terra e le sue tradizioni e il suo linguaggio, mi riferisco per esempio al suo amore e fonte di ispirazione poetica e teatrale che è stata la Civita, quartiere tra i più antichi di Catania definito dal Borrello “lu megghiu quartieri di Catania” e che Martoglio testimonia, rivolgendosi all’amico poeta Pascarella così: “Tu scupristi l’America supira li vileri, iu scuprivi la Civita e ci arrivavi apperi”.

La Civita con le sue viuzze e i suoi abitanti ricchi di umanità e ironia sono state fonte di ispirazione poetica, basti pensare alla raccolta di poesie “Centona” e alle commedie teatrali come “Civitoti in pretura”, “Lu Matrimoniu ‘ntra la Civita”, “‘U Contra”, ambientato ai tempi del colera e recentemente riadattato dal regista Elio Gimbo in chiave moderna ed attuale con il titolo “‘U Vaccinu”.

Un altro importante rapporto di amicizia e artistico è quello tra Martoglio e Luigi Pirandello insieme al quale ha scritto le due famose anch’esse commedie “A Vilanza” e “Cappidazzu paga tuttu”. Proprio Pirandello ha scritto con sentimento di amicizia e stima all’indomani della sua tragica fine: Nino Martoglio è per la Sicilia quello ch’è il Di Giacomo e il Russo per Napoli; il Pascarella e Trilussa per Roma; il Fucini per la Toscana; il Selvatico e il Barbarani per il Veneto: voci native che dicono le cose della loro terra, come la loro terra vuole che siano dette per esser quelle e non altre, col sapore e il colore, l’aria, l’alito e l’odore con cui vivono veramente e si gustano e s’illuminano e respirano e palpitano lì soltanto e non altrove. Nino Martoglio è tutta la sua Sicilia, che ama e che odia, che ride e giuoca e piange e si dispera, con gli accenti e coi modi che qui in Centona sono espressi per sempre, incomparabilmente”.

L’interesse per gli scrittori siciliani ma anche le altre mie passioni culturali arricchiscono l’ambito delle mie collezioni che non sono solo in ambito letterario ma anche storico (sono membro del Comitato “La Sicilia nella Grande Guerra 1915-1918”), religioso, delle tradizioni locali e storia patria; così non poteva mancare una collezione su Martoglio costituita da molti testi di sue opere e sulla sua figura vista sotto i molteplici suoi interessi e diversi articoli di giornale. Tra i tanti testi alcuni sono più rari come l’edizione della Centona del 1907 che riporta la firma dell’Autore, e la dedica all’Illustre Maestro Luigi Capuana, a cura dell’Editore Cav. Niccolò Giannotta, (altre edizioni più recenti sono quelle a cura di Salvatore Camilleri del 1967, di Vincenzo Di Maria del 1978 e di Sarah Zappulla Muscarà del 1996) e soprattutto alcuni numeri del periodico satirico “D’Artagnan”, le cui prime uscite furono pubblicate nel 1889, per proseguire con continuità fino al 1904. Il periodico rappresentò una novità editoriale originale, indipendente e critica verso la classe politica cittadina al quale collaborarono gli autori e gli intellettuali più rappresentativi della cultura locale e nazionale, come Capuana e De Roberto.

I testi che arricchiscono la mia collezione oltre ad appagare miei interessi culturali sono anche da me intesi come un patrimonio che con piacere condivido offrendolo all’interesse o alla curiosità di studiosi e di un pubblico meno specialistico organizzando e allestendo mostre documentarie in particolare in occasione di rappresentazioni teatrali di opere del Martoglio, come per esempio nel caso della rappresentazione di Civitoti in pretura e della sua parodia moderna dal titolo Civitoti in TV, con la regia di Laura Giordani, entrambe presso il teatro della parrocchia San Francesco di Paola alla Civita, di San Giovanni decollato al teatro Ambasciatori di Catania; alcuni libri più rari della mia collezione su Capuana sono stati esposti tra le bacheche della sala della Biblioteca Regionale Universitaria di Catania e della Biblioteca Angelica di Roma in occasione delle celebrazioni del centenario della morte di Capuana.

  • Le celebrazioni del centenario della morte del nostro illustre conterraneo offrono opportunità a tutti di celebrarne la memoria ma anche di studiarne le opere teatrali, poetiche, filmiche e di ripescare altri aspetti della poliedrica genialità creativa di questo artista, non del tutto riconosciuto per il suo vero valore. Cosa si farà, che Lei sappia, nella Sua qualità di cultore e partecipe delle operatività celebrativa in programma?

Forte dell’esperienza che ho maturato nel Comitato Capuana, nel 2020 sono stato tra gli organizzatori del comitato promotore per l’istituzione del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Nino Martoglio, che cade proprio quest’anno a settembre 2021, con il ruolo di Segretario designato. Il mio impegno insieme a quello di altri, tutti fortemente motivati, come l’Assessore ai beni culturali del comune di Catania (ente capofila e promotore) Barbara Mirabella e tutto il suo staff della Direzione cultura e il designato presidente del Comitato Elio Gimbo, durante il lavoro di programmazione, si è caratterizzato non solo nella ricerca delle adesioni più ampie e qualificate tra le istituzioni culturali non solo locali e di insigni studiosi nei vari campi di interesse del nostro autore, ma  anche per un’attenzione a tutti gli aspetti più premianti e caratterizzanti del progetto quali l’elaborazione di iniziative non solo in ambito locale, con un carattere pluridisciplinare e innovativo, coinvolgendo altre istituzioni culturali di livello nazionale ed internazionale e prevedendo il cofinanziamento da parte delle istituzioni proponenti o di altre fonti private. Il lavoro di programmazione ha prodotto i sui sperati frutti. Infatti la proposta, nei giorni scorsi, è stata approvata e finanziata dal Ministero per i Beni Culturali che ha ufficializzato l’istituzione del Comitato nazionale, dopo valutazione della Consulta appositamente costituita e con i pareri delle Commissioni permanenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica superando una selezione importante infatti sono stati istituiti solo circa il 50% dei comitati dei quali era stata presentata la relativa istanza. Scopo del Comitato è non solo celebrare Nino Martoglio artista poliedrico e gloria della nostra città e della nostra terra ma anche e soprattutto riscoprire e valorizzare una figura che ha avuto un ruolo di primo piano nella cultura italiana e nella storia dello spettacolo e del cinema (fondò nel 1914 la casa di produzione cinematografica “Morgana Films” e diresse films importanti quali: “Sperduti nel buio”, “Teresa Raquin” e “Capitan Blanco”) di inizio XX secolo superando un cliché che lo ha visto ingiustamente come una figura di secondo piano rispetto ai suoi maestri e confinato solo nell’ambito del teatro dialettale anche se ancora ampiamente famoso e le cui opere sono costantemente rappresentate.

Per raggiungere i suoi obiettivi il Comitato intende promuovere una serie di eventi che includono mostre, convegni, giornate di studio, pubblicazioni, spettacoli teatrali e altre attività che vedranno il coinvolgimento delle tante compagnie amatoriali di cui è ricca la nostra città, privilegiando non solo i luoghi della cultura istituzionale ma anche alcune vie o piazze ubicate nel cuore della “Civita”, il quartiere catanese fonte d’ispirazione per molte sue poesie e per indimenticabili personaggi teatrali; altre iniziative sono programmate nel Comune di Belpasso sua città natale e presso sedi ed istituzioni culturali nazionali ed internazionali.

  • Una domanda che non le dovrà sembrare banale, perché desideriamo conoscere il Suo parere, cioè quale concetto lei si è fatto della causa della morte di Martoglio, Lei personalmente dico, indipendentemente dalle puntuali intelligenti e meticolose ricerche pubblicate da Elio Gimbo?

L’ipotesi della morte accidentale ovvero in conseguenza della caduta nella tromba del costruendo ascensore dell’Ospedale Vittorio Emanuele che impariamo per adesione acritica della narrazione tramandata dalla bibliografia per così dire ufficiale e che corrisponde inoltre alla profezia ricevuta dalla lettura della mano di una “zingara”, in affetti appare o è poco credibile. Inverosimile è la causa ufficiale della morte alla luce non solo della descrizione dei luoghi dove si è consumata la tragedia e delle notevoli antipatie o avversione ed inimicizie che si era fatto con la sua critica pungente e le sue denunce documentate di tante malefatte delle amministrazioni civiche che governavano il Comune di Catania accusate, dalle pagine del “D’Artagnan”, di trasformismo e corruzione ma soprattutto per le ricerche puntuali e rigorose condotte da Elio Gimbo con documenti dell’Archivio di Stato di Catania che riportano alla luce indagini lacunose o molto verosimilmente poco approfondite se non direttamente depistate; tutte queste considerazioni mi portano a ritenere fondata l’ipotesi dell’omicidio per commissione.

La morte accidentale o su commissione comunque ci ha privato di uno spirito libero e di un intellettuale ed un artista che tanto ancora avrebbe potuto dare alla cultura non solo nazionale ma europea.

(intervista a cura di Mario Grasso)

Mario Grasso

Ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica, ha fondato e dirige Lunarionuovo, è direttore letterario di Prova d’Autore nel cui sito (www.provadautore.it) pubblica un suo EBDOMADARIO (lettere a personalità e personaggi); dal 1992 collabora al quotidiano La Sicilia con la rubrica settimanale “Vocabolario”, i cui scritti sono stati raccolti nel Saggilemmario, di recente pubblicazione. Nato a Acireale, ha residenza anagrafica a Catania; viaggia spesso per il mondo. Il sito personale dello scrittore è www.mariograssoscrittore.it