Scrittura ispirata

 

Oggi mi va di scrivere.
Non mi accadeva da mesi. In realtà non vorrei, ma devo sforzarmi.
Era passato troppo tempo. In parte devo dire, sono contenta.
Forse userò la scrittura ispirata. Sapete cos’è? E’ quando, in assenza totale di stimoli, in preda ad un forte annientamento, non trovi più te stesso,
sei una larva
ormai la routine ti ha schiacciato
non ce la fai più.
Guardate a cosa mi avete ridotto.

Inizi a convincerti che non hai più niente da dire. Che il tuo tempo è trascorso… e tu ti sei accartocciato.
A margine trovi dieci libri.
Ne prendi uno. Il più semplice. Inizi a scrivere. Tra due secondi lo lascerai perdere.
Troppo chiasso nella mente
Troppa gente che ti mette
sassi nelle tasche:
“Hai trent’anni”
Virginia Woolf si mise i sassi in tasca.
Quando vorrò,
ne metterò una manciata anch’io
dentro le mie tasche
e andrò al fiume più vicino…

Ma ancora ho qualcosa da offrire.

Troppo affollata è la strada

la mente vorrà bere da un altro libro
che non potrai leggere
non puoi concentrarti più
Non sei mai stato più disperato.

I vampiri sono ovunque
marciano di giorno
ti succhiano il sangue
Prendono vita.
Non serve avere paura, i vampiri aleggiano e trionfano su tutto.

Margaret mi ha scritto: “Oggigiorno noto che ogni poesia contiene
un affanno di realtà”
Rifletto da ieri sera su questa massima.
E’ importante.
Credo traducesse dal tedesco.
I ponti tra una lingua e l’altra sono potenti.
Ma ritornando a noi: non immergerti pure se vuoi, nella folla. Forse una cosa ti può aiutare.

Mandare al diavolo. Iniziare a dire basta. Basta. Basta a chi non rispetta il tuo tempo. Basta a chi vuole i tuoi muscoli tesi in posizione, pronti a scattare. A chi si fa implorare.
Il mio tempo è troppo prezioso, per spartirlo con voi. Chiudo i cancelli.
Prendo nota, del vostro abbandono.
Allora faccio appello ai libri.
Ne prendo uno, il più complesso: “Memoires d’Hadrien” potrebbe essere.
Lo leggo. Sento scosse di verità
mi avvolgono,
mi stritolano.
Ogni notte, dopo una giornata, sono esausto.
E l’opera mi esaurisce.
Ho bisogno di scrittura intelligente, dinamica, ironica! Oppure muoio.
Il mondo nel frattempo, cambia. Si muove, cambia velocemente.

perché la tua mente non ne gode?
Ha i suoi buoni motivi.

Ma tutto è nella norma
tutto il train de vie
tutto quel: “ça bouge”
Eppure,
quando cammini per Trastevere,
nel gelo di Novembre
verso un pub
ti senti così solo
i piccoli segnali
poco a poco ti privano di dignità. Ti faccio un esempio,
una sera hai incontrato un uomo, ci hai parlato. A fine serata gli hai solo detto “è stato un piacere conoscerti.” Ma lui non ha risposto.
Lui viene dal pessimo mondo.
Una donna, grossa, molto brutta
ti spalanca un sorriso falsissimo
e gli occhi profondi e taglienti come due lune
Anche lei viene dal pessimo mondo
E vorrebbe che tu,
granello scomodo della sua scarpa, non esistessi.
Invece esisti
CHE PECCATO.
Il Passato
Devi sempre temere che il passato ti ripiombi addosso. Di tanto in tanto ci ricadrai. In una nuova storia, in una nuova illusione, in un ciclo. I cancelli neurologici funzionano in modo strano. Fattene una ragione.
Cos’altro?
Ah, le persone dal mondo oscuro
avvolto nel cinismo,
nella battuta
in cui sempre ti imbatti
che standoti vicino, ti fanno sentire solo. Anche a me, è capitato molte volte.
Perfino amicizie
di una notte,
o di una stagione
si gelano.
Discorsi? Che discorsi?
Non ho voglia di discorsi pesanti:
discorsi essenziali.

E tu gridi al cielo come un forsennato. Ti senti malato, ogni giorno. Schiacciato. E’ una storia vecchia, e la conclusione la sapete. Non si scappa.
Siamo sempre stati due cose diverse
e non ci siamo mai amati.

Tempo fa vi parlavo di un labirinto. Credo di esserci ancora più dentro. Infatti scrivo malissimo per questo, sono troppo comunicativo.
Perché, credevate che essere comunicativi
fosse il non plus ultra della scrittura?
Non so molto, non sono un erudito ma so che c’è dell’Altro.
La lingua non è solo questo, ci dice Walter Benjamin, essa è
comunicazione,
ed espressione.
La prima compiace i lettori
la seconda non si cura di piacere, ed è la poesia.
Se volete scrivere di poesia, leggete
Angelus Novus di Benjamin.
Ve l’assicuro: E’ una manna calata dal cielo
vi ridimensiona parecchio
vi fa scendere dal fottuto piedistallo
una volta per tutte.
Però leggete molto altro.
Ogni giorno
Esercitate l’espressione.
Ah un’altra cosa:
meritatevelo il pubblico.

Questa è una cosa che dovrebbero tenere a mente gli scrittori che
non si svendono.
Badate, non sto parlando degli altri.
Non voglio pagare per colpa vostra,

se vi offendo, significa che avete toccato il fondo,
fabbricanti di libri
ossessionati dallo scrivere di banalità
perché la vostra industria dell’Ego produca.
“Beh, devi pur stare al mondo…quando hai scadenze….
Una redazione da portare avanti”
Allora sii onesto, non scrivere più
scrivere tanto per ha poco senso
se non mi fai sognare.

Roma, 27 Novembre 2017