Rileggo i tuoi versi

 

L’altra sera alla consueta riunione del gruppo CIAI, mi hanno detto… e anche dentro di me si è rotta qualcosa. Ritornata a casa ho preso tra le mani la tua silloge di poesie e mi sono tuffata in te, Luigia che hai aggiunto al tuo nome la parola pathos che è passione, commozione, intensità emotiva, questo sei? Rileggo i tuoi versi, il tuo sguardo si posa con occhi limpidi su una società che è matrigna, non accogliente, che ci vuole diversi, dove non c’è spazio per i sogni… Non so quali sono i tuoi, ripasso i miei e ti sento molto più vicina di quando, a tavola quella volta, abbiamo diviso le nostre pizze per poter assaporare gusti diversi. Mi invade la tristezza per i non detti e per le possibili aperture che, tra noi, avrebbero potuto esserci e non ci sono state; il tuo libro è sul mio comodino lo accarezzo con gli occhi, sulla copertina bianca spicca il titolo: Micropsichia, schegge di rame. Ricordo che nelle note ne spieghi il significato: colei dai bassi sentimenti e chiarisci: “Vuol essere un invito a riflettere sulla propria sfera emotiva e le sue parti più piccole in quanto non vi è modo di rendere l’emotività minima se non isolando i particolari, se non scheggiando la pietra angolare della propria integrità.” E prosegui: “Sono tempi micropsichici quelli che mi trovo a vivere non solo perché vige e vince questo gusto artistico per la frammentazione come garanzia di complessità ma anche a causa dell’incapacità, sparsa come un virus, di vivere le proprie emozioni nel mondo quotidiano, questo viene affrontato spesso rendendo il proprio campo emotivo frivolo e basso”… Parli di distacco da ciò che ormai viene spacciato per emozione! Ma sai che la penso esattamente come te e come te credo che proprio all’emotività si deve l’empatia, quel meraviglioso filo che ci lega al mondo esterno e ci fa percepire la vibrazione della sua anima nella nostra, ed è quello che provo in questo momento leggendoti. “Ciò avviene perché tutta la creazione – spieghi- risponde a motivi analogici che permettono allo spirito umano di riconoscersi ed entrare in contatto con i vari stati dell’Essere; di innalzarsi dal legame viscerale, quello che ci lega alle persone e alle cose in modo anche possessivo, al legame d’Amore, dal legame d’Amore, quello che ci fa forti del nostro amore come garanzia di libertà per chi e ciò a cui siamo connessi, al legame spirituale che ci connette a Dio e, per questo, all’Universo intero.” Grandi pensieri in un cuore ancora di fanciulla, non so se hai avuto Maestri o ci sei arrivata da sola perché capace di congiungerti e bere l’Universo, il Tutto nel quale siamo immersi e riconoscerlo anche dentro come parte di te, come scintilla divina. E tu l’amore lo hai sempre cercato e forse sentito, trovato “dalla famiglia ai volti solo sognati, dall’infanzia all’ipotesi di vecchiaia, dal mio profondo alla superficie più sciocca – in tutto quello che si trova tra questi limiti mi sono frammentata per assorbirlo, viverlo, sentirlo e comprenderlo; a tutto quello che si trova tra questi limiti ho dato tanto quanto ho preso per portarlo sempre con me per questo posso scriverlo cantarlo su corde fatte con fili di rame -“ quel rame che per gli Alchimisti è il metallo di Venere, il pianeta dell’amore, delle emozioni, del femminile.

Grazie per ciò che ci hai donato, ti immagino in un luogo di luce dove è possibile vivere la gioia, la morte non esiste è solo una trasformazione. Ciao ragazza dagli occhi limpidi -dico ad alta voce- stanotte ti porto con me e mi sembra di ascoltare, in risposta, i tuoi versi che mettono in fuga la mia tristezza:

“Non biasimate le mie assenze che portandovi nel cuore, alla luce, non posso mai perdervi, nemmeno se ridiscendo……
All’anima importa l’armonia e lo stesso fa il mio spirito: danza”

 

Schermata 2016-06-16 alle 15.26.42

 

 

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