Il Dubbio di Manubrio

 

Oltre alle cose che contano vi sono quelle che non contano e quelle che si fanno contare. Fin qui va bene e anche i partiti politici sono tutti dello stesso parere. Ma il mio dubbio è d’altro genere: quale ruolo hanno in questa dinastia e in quale conto collocare una volta per tutte le persone che contano? L’avete capito tutti. Poniamo un ministro in carica, abiterà pure da qualche parte. Bene se uno chiedesse a un suo concittadino, “Quali sono le persone che contano nella sua città?” Se il ministro della nostra ipotesi abitasse nella stessa città del nostro interlocutore interrogato, questi, sicuramente e ovviamente, ne farebbe nome e cognome, aggiungendo che si tratta di “uno che conta”. Non mi direte che sono petulante adesso se vi confido che trovandomi a Gela, città del governatore della Sicilia, onorevole Rosario Crocetta, avendo chiesto a un mio conoscente d’antico pelo quali fossero le personalità che contano nella città che vide morire Eschilo ucciso da una tartaruga sfuggita agli artigli di una poiana apivora che volava a quota bassa, l’amico mi rispose pronunciando due nomi a me del tutto sconosciuti, che per rispetto alla privacy, qui ometto di menzionare.” E Crocetta?” Ho ribattuto.

La seconda risposta mi ha fatto precipitare nel dubbio: “Crocetta qui non ha mai contato nemmeno lungo gli anni in cui è stato sindaco”.

“Ma scusami” – ho insistito, fortemente perplesso –“ma ora, in questi anni da che è governatore dell’intera Regione Sicilia?”

Niente, non conta!

Può sembrare un calambour adesso il mio dubbio, ma sono convinto che è anche il vostro, cari Lettori.

Lo so, lo so, quale sarà la vostra soluzione al mio dubbio: e sarà bellissima. O no? Anche questo è il dubbio che mi rode, un dubbio da cinque stelle.

 

 

 

 

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