Non mi viene niente

(lui-lei 1)

Lui è atletico e voglioso, con una grazia sapor lampone tra le sopracciglia, gli zigomi che coprono gli occhi quando vuole sedurti con un gesto.
Cammina come se trascinasse il peso di qualcosa attaccato dietro, sollevando appena i piedi, giusto lo stretto necessario.
Le mani in tasca, quasi sempre, assecondano la spinta in avanti del bacino.
È come se scivolasse, trascinato verso il basso, per sfuggire. È come se la fatica del resto gli imponesse quel modo di sottrarsi ad una lotta contro gravità.

Lei ha la consistenza immateriale di una piuma. Hai timore a toccare la sua fragilità, la sua pelle trasparente che sembra non riuscire a contenerla. Tremi ogni volta che respira per paura che si laceri e la lasci fluire via.

© Philip Giordano

(lui-lei 2)

Lui ha paura delle zone d’ombra.

Lei è da attraversare. Se ci posi lo sguardo ti impigli. Sulle mani, gli avambracci, le clavicole, le giugulari. E come ti liberi da un gesto resti attaccato ad un altro, piano, è una danza che si chiude sempre agli occhi. Antartide. Profonde cristalline maree che narrano ininterrottamente passato. E se chiudi i tuoi, perché non ce la fai, la testa pulsa echi di storie che non conosci. Voci che non sai.

(lui-lei 3)

Lui lo vedi camminare da solo, sfida i riflessi di luce. Stretto in un impermeabile sempre chiuso male. La pelle chiara è un bagliore improvviso, che non ti aspetti.

Lei la conosci al primo sguardo e non smetti mai di impararla. Il suo biancore non è novità ai tuoi occhi, non può essere altrimenti, eppure vederla ti cambia per sempre.
Completamente vulnerabile ma ancora intatta. Perpetuamente concessa e inarrivabile.

(lui-lei-lui)

Lui a volte si ferma quando non dovrebbe, rapito da qualcosa che è solo suo. È invaghito dei fiori di pesco prematuri, gli altri non li guarda nemmeno.

Lei non parla mai. Non può dire niente che non conosci già.

Lui straparla quando è in imbarazzo. Riempie di suoni assordanti silenzi che non vuole. Tinge il suo bianco di un rosa leggero, cullato dal flusso delle parole. Ti guarda fisso e non smette di parlare, arrossisci anche tu per la forza del suo imbarazzo.

(lei-lui 1)

Lei piange, spesso. Senza singhiozzi. Non è un pianto rotto, solo un lento attrito tra acqua e pelle.

Lui è irraggiungibile quando è in silenzio. Perde i contorni per quanto è altrove e dopo un po’ scompare. Ti dimentichi che è lì finché non ritorna.

(lei-lui 2)

Lei ha lunghe maniche di lana, per far sentire sicuri i suoi polsi. Non sa fare a meno di scoprirli, ogni tanto, per annusare il profumo del sole d’inverno.

Lui ha l’odore delle foglie di quercia.

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