Disincanto

 

                                                                                                   A Maria

 

Non c’è nessuno oggi al parco. Solo io e una coppia di ragazzi con tre cani. Lei ha i capelli blu tenuti fermi da una fascia arcobaleno ed un rossetto quasi nero, lui ha lunghi dreads raccolti in una coda che gli arriva sino al fondo della schiena. Lei libera i cani che si rincorrono sull’erba mentre fuma una sigaretta che si è fatta, pregustandosi la prima boccata. Lui trascina il passo ed i pantaloni larghi fuori dal cancello, sospirando, è già stanco alle sette del mattino. In loro vedo Dio, sono discepoli di Gesù.

All’assenza di te, Maria, non c’è un altrove.

Via Crucis.

E’ mattina presto. E’ tutto verde e bianco. Nevica da giorni. Vedo la chiesa aperta. Devo entrare.

Andate alla fonte, bevete e lavatevi.

Maria, amore essenziale. Ha offerto il seno a Cristo e il suo latte è diventato il sangue di Dio. Sul Calvario stava presso la croce. Niente sporca la purezza del suo cuore.

All’assenza di te, Maria, non c’è un altrove.

Tu sei la madre di tutti quelli che piangono. Degli avariati. Tu, Madre del Salvatore, sei con gli ultimi. Sei nelle strade difficili, nei tramonti disperati, nella luna di squallide periferie, sei nelle amarezze di ogni uomo. Sei nella tristezza, nella oscurità, nella fame di ogni cuore. Sei lì presente come una rosa bianca.

Andate alla fonte, bevete e lavatevi.

Sei nell’incertezza, nel pericolo, nella sconfitta.  Sei nel disincanto. Sempre come portatrice di Luce. Ci sei solo tu, inesauribile e pura. Tu sei i fiori gialli di cui sono piene le strade quando faccio ritorno a casa. Sei negli occhi di quel bambino biondo, nato dalla ragazza dai capelli blu che ho rivisto ieri al parco, sempre con la sua sigaretta in bocca.