Il ciondolo

ANGOLINO RILASSANTE DEL CUGINO FIORAVANTE

I SUGURRI DI CATANIA

Una macilenza, quella del tessitore che nessuno avrebbe sospettato manifestazione da sintomi neurogeni. Purtroppo era di tale scaturigine e i medici se ne accorsero a colpo d’occhio. Medici che il tessitore mai e poi mai avrebbe chiamato o avrebbe raggiunto in qualche ospedale, casa di cura o studio privato. Invece la moglie, donna di principii premurosi in materia di salute, senza nulla confidare aveva parlato prima con uno e poi con altri due amici medici della città etnea, esponendo la curva crescente della macilenza del marito. E spiegando loro come guai a far capire al protervo coniuge che qualche medico s’interessasse al suo stato di salute.

       I medici a uno per volta, fingendo chi un acquisto di tessuto, chi una informazione sui tempi di lavorazione e consegna di un maglione, ebbero così modo di accertare che il macilento volto del tessitore (non scriviamo il suo nome) non soffrisse che da distonie neurovegetative. Unicordi consigliarono un consulto presso uno dei sugurri della città, talché il tessitore potesse trarne beneficio per l’anima e per il corpo.

        Il sugurro consultato si fece pagare bene e in anticipo, poi giunse in bottega con una sua assistente e dopo un’ora di occhi negli occhi con il tessitore, salutò i presenti e diede loro convegno per l’indomani. Il resto come tutti sanno e sapete ha segnato l’inizio senza fine della grande fortuna per i sugurri catanesi.

Fioravante