Un caleidoscopio per la Pace

 

Annamaria Squadrito

Annamaria Squadrito

Un caleidoscopio per la Pace

ovvero

I MOSAICI PARLANTI DI ANNAMARIA SQUADRITO

Annamaria Squadrito ci coinvolge in riflessioni di responsabilità civile con la sua arte capace di realizzare policromìe parlanti. Parlanti perché l’accostamento felicissimo della scrittura al vorticare delle immagini e delle cromìe combina occasione di comunicazione di forte efficacia. Aggiungeremo una valutazione che non deve essere considerata impertinente, ma intenzionalmente esplicativa di un concetto che non sempre è stato preso in rigoroso considerazione: è la consuetudine maldestra di accompagnare le letture di poesia con note di pianoforte o chitarra o altri strumenti musicali, con l’esito di far disperdere uno dei valori intrinseci a ogni poesia, quello del ritmo palese o nascosto e quello della sonorità delle combinazioni che reggono la concatenazione dei significanti. Ecco la incolmabile differenza nel rapporto tra la grafica, la pittura, il disegno,il Simbolo tout court e le scritture! Non c’è arte più vicina alla comunicazione e più efficace a trasmettere emozioni come quella di combinare un impasto del genere che Annamaria Squadrito ci esempla con le sue affascinanti ricerche che propongono vibranti caleidoscopi arricchiti da scritture, un tutt’un che finisce con l’esitare artistici avvincenti mosaici parlanti. Quello che, infatti, vorremmo saper dire a proposito di questa Artista catanese appartata e schiva, è proprio la sua singolare capacità d creare piccole enciclopedie di vita che trasmettono vita. Sì, enciclopedie del tipo che troviamo rappresentate nel grandioso “murale” (ci perdonerà la Squadrito se ricorriamo a questa definizione, ma solo per elogiare e distinguere la sua arte – subliminale-ragionata d’ineccepili tecniche creative – da quella di qualunque altro genere di proposta grafica) nel quale è rappresentato, con sofferta indignazione umana, l’universo dei nostri giorni di fiumi di sangue che attraversano le opere e i giorni e che nell’individuato momento di Babbo Natale (nel diosegno qui pubblicato)coprono di colori tragici tutte le franate consumistiche di panettoni, zamboni, agnelli, tacchini, e via di queste godurie alimentari, coprono mense e portate, le velano di densi rivoli e macchie di sangue umano che scorre inesorabilmente dalla sua matrice unica, la guerra, come un fiume, al cui raccapricciante delta dilatato a farsi lago emissario, giunge con il più vivido colore per dimostrare all’umanità la protervia barbara che la muove a rinnovare drammi già visti, già patiti da chi ha preceduto, come se fosse questa la missione dell’uomo dal dì che nozze tribunali e are diero alle umane belve esser pietose di se stesse e d’altrui …, per dirla ancor una volta con Foscolo. In altro contributo pubblicato in questo fascicolo di Lunarionuovo i lettori trovano una testimonianza dello scrittore Friulano Sandrino Coos, che rievoca un momento vissuto, proprio come complementarità della guerra, da una ragazza di Sedilis, un paesino tra le colline orientali del Friuli, in provincia di Udine. Ecco, immediatamente, come le parole dentro i colori dello stupendo caleidoscopio parlante di Annamaria Squadrito fa aprire all’esempio e all’esperienza pregressa. Vorremmo proporre a questa sensibile e singolare maestra dei colori e delle geniali combinazioni di grafica colore e pensiero, di predisporre una mostra delle sue ricerche. Una mostra che possa diventare itinerante a carico di altrettanto auspicabile sponsorizzazione da iniziativa privata o istituzionale e che, intanto, proprio nei nostri giorni di compromissioni internazionali, di barbarie e propositi inumani, giunga come la forza impetuosa dei messaggi artistici del Bene, a coprire percorsi tra la gente assopita nel tran-tran quotidiano dei bombardamenti delle persuasioni occulte del consumismo, possa leggere quanto sangue scorre sulle feste e i torpori delle coscienze dimentiche delle esperienze e che non si sono ancora accorti di muoversi con occhi bendati tra i rivoli di sangue che scorrono loro sotto i piedi.

mariograssoscrittore.it

 

 

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