Riscopriamo lo scrittore e poeta aidonese Ottavio Profeta

 

Vive tra Enna, Aidone e Catania il magistrato scrittore Silvio Raffiotta, studioso che aggiunge alla sua specializzazione professionale una encomiabile attenzione di scelte ricerche scientifiche di carattere umanistico. Ma quest’ultimo aspetto, forse meno noto rispetto a quanto dallo stesso Raffiotta è stato esitato attraverso una preziosa saggistica di ambito archeologico su Morgantina, che di Aidone è costola nobile di interesse universale. Come a dire che Raffiotta ha continuato a onorare le proprie responsabilità professionali (e apicali) senza mai staccarsi dal naturale affetto che lo lega alla propria città natale, appunto, Aidone. Su Morgantina gli studi di questo magistrato scrittore sono noti e definitivi, gli valgono il riconoscimento massimo per quanto attiene storia e didascalie sul singolare sito archeologico di interesse mondiale. Meno noti i suoi interessi di ambito strettamente letterario, sui quali, auspicabilmente, si dovrà accendere un’appropriata luce di attenzione e interesse muovendo dalla conoscenza e dalle motivazioni che lo hanno portato alla pubblicazione del saggio critico arricchito da una complementare profetacrestomazia di scritti poetici e narrativi dello scrittore aidonese, poco presente nella storia della letteratura italiana: “Ottavio Profeta – Il poeta di Aidone” pagg. 125 – EditOpera – 2015. SIP.   Genius loci, si potrebbe emotivamente esordire nell’accostarsi al nome di questo Autore (Aidone, 1890 –Mascalucia, 1963), romanziere, poeta, saggista e operatore culturale, che ha stimolato lo studio di Silvio Raffiotta, ma a patto di valutare qualità e quantità delle opere di questo poeta narratore e saggista, trascurato dagli storici della letteratura, e di tener conto della operatività culturale di competenza nazionale che ne ha completato l’immagine. Ottavio Profeta, infatti, come con garbo e rigore d’informazione e analisi critiche annota Silvio Raffiotta nel suo saggio, non ha operato solo in Sicilia, dove ha ambientato la sua narrativa oltre che uno dei momenti più impegnativi delle sue ricerche etnico-storiche (pensiamo ai due poderosi volumi corredati da illustrazioni fotografiche “Sicilia, favola vera”) ma ha fatto spiccare momenti della propria presenza di intellettuale e artista in diverse regioni della Penisola, in Lombardia e in Toscana, dove, precisamente a Livorno, ha anche fondato e diretto una rivista letteraria, Pickwik come nuovo riverbero di una omonima testata che aveva visto la luce a Catania e di cui era stato collaboratore con Antonio Bruno e altri.

Ma non è in questa sede che prenderemo a dissertare su Profeta narratore, poeta, saggista, giornalista; qui proponiamo un momento di attenzione sullo studio Di Silvio Raffiotta che ispirato dall’amore filiale per la propria città di origine ha curato il rianimare le dovute attenzioni verso lo scrittore concittadino che ha esordito nel periodo, tuttavia poco indagato, della storia della letteratura italiana di autore siciliano e che, a sua volta, ha messo al centro della sua più spiccante produzione creativa in prosa e in versi, luoghi e fatti, storia, personaggi e vicende della Aidone della seconda metà dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento.

Il merito di Silvio Raffiotta nei confronti del suo concittadino illustre e obliato si è concretizzato nel lavoro di collazione delle opere edite di Ottavio Profeta e nel tentativo di reperimento di eventuali inediti. Quindi nella responsabilità di redigere una analisi critica aggiornando quanto di bibliografia essenziale sugli scritti di Ottavio Profeta ha ricuperato. Una volta ordinato tutto, Raffiotta ha quindi selezionato e scelto un florilegio tra poesie e prose, realizzando una antologia che consente, e consentirà da ora in avanti, il far conoscere alle nuove generazioni (specialmente di accademici storici della letteratura e addetti ai lavori) la qualità delle impronte artistiche del patrimonio letterario lasciato dal poeta aidonese; appropriatamente definito “poeta”, appunto, non per collocarne in secondo piano la produzione narrativa ma perché in questa, nei romanzi e nelle novelle, le inclinazioni alla creatività del Profeta si manifestano e spiccano fino a imporsi all’attenzione del lettore e a costituire uno degli elementi più originali, come il privilegio di proporsi con uno stile riconoscibile ad apertura di pagina, lo stile di uno scrittore che ha cose importanti da raccontare e che non è epigone di alcuno. Da questo dato inoppugnabile ci invita a prendere ulteriori mosse il saggio-antologia di Raffiotta, con tutta l’acribia di una ricerca seria, scientificamente solida nel procedimento delle analisi critiche, umanamente sostenuta da passione autentica e grande amore per la propria terra d’origine e i suoi figli, di cui tutelare la memoria. Un obiettivo intanto Raffiotta lo ha centrato, quello di stimolare la ristampa delle opere di Ottavio Profeta, notizia che siamo autorizzati a dare: il saggio di Silvio Raffiotta ha suscitato interessi editoriali concreti ed è pertanto prossima la data in cui uno dei romanzi dello scrittore aidonese sarà ristampato e si potrà trovare nelle librerie dopo 85 anni dalla sua prima edizione milanese da Corbaccio, con il beneplacito dei solerti eredi dell’Autore, i coniugi Franca Miroddi-Profeta e Angelo Grasso, che vedono realizzarsi un loro forte desiderio coltivato con trepida consapevolezza e responsabilità morale, quella di riportare all’attenzione nazionale il valore delle opere dell’illustre antenato.

 

 

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