Pance sempre più piene e cervelli sempre più vuoti  

 

Da giorni vado raccontando ad amici e conoscenti di quanta soddisfazione abbia dato al mio ego il medico cui mi sono affidata per una visita endocrinologica. Al mio chiedere per l’ennesima volta per quale motivo bastasse introdurre nella mia alimentazione una quantità, seppur minima, di carboidrati affinché l’ago della bilancia si spostasse inesorabilmente verso destra, il medico mi ha intrattenuta con una disquisizione darwiniana sulla selezione nei secoli della popolazione europea e soprattutto italiana, grazie alla quale sono sopravvissuti in prevalenza soggetti che riuscivano a sopravvivere mangiando poco e assimilando molto.

Secondo questa teoria, la nostra civiltà, che nei secoli ha attraversato lunghi periodi di carestie e condizioni di vita precarie, è oggi perlopiù composta da soggetti che tendono al sovrappeso e all’obesità, vista l’ormai vita agiata che per fortuna ci si può (ancora) permettere di avere.

Tutto ciò è stato un buon pretesto per concedermi dolci cucchiaini di peccati gola, facendomi sentire un po’ meno in colpa addirittura anche davanti ad una fetta di tiramisù.

Poi, la mia indole di “canguro” mi ha fatto fare un salto nel ragionamento un po’ più in là. Ma allora sarà per questo che la nostra generazione oltre che sembrare accomunata da chili in eccesso, ha in comune la “vuotezza” di cervello? Che nei secoli la materia grigia si sia selezionata di scarsa qualità e perda i contenuti per una questione genetica? Ma com’è possibile che sia avvenuto ciò? Il doversi procurare cibo avrebbe dovuto dare più possibilità di salvezza agli scaltri e arguti: ma dove sono finite oggi tutte queste qualità?

Che la colpa sia di una e sola dea, una dea catodica e che Darwin questa volta non abbia proprio nessuna colpa? Forse non siamo geneticamente “vuoti” e “grigi”, ma lo siamo diventati per assuefazione, assuefazione di messaggi filtrati e filtranti, che come per eccesso o per difetto di zuccheri ci ha inebetiti, pian piano, senza accorgercene. Abbiamo pance piene e cervelli più che vuoti, svuotati! E allora, non ci resta che sperare di riempirli nuovamente, visto che abbiamo ancora la possibilità di farlo, magari perché no, davanti ad un bel piatto di spaghetti alla carbonara.

 

 

evoluzione_obesita

 

 

 

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