Amore ed Evoluzione al tempo degli animali e delle macchine

Sinossi

Darwin aveva ragione a individuare negli animali i primordia ,di quelle manifestazioni che poi diventarono assai potenti nella nostra specie, come il valore estetico a partire dalla percezione della bellezza negli uccelli.  Si possono elencare primordia per il linguaggio, per il trasferimento sociale delle informazioni, per lo sviluppo tecnologico, per i sentimenti morali, che hanno germogliato in un percorso evolutivo probabilmente casuale o forse stocastico[1].
Un discorso sull’amore non trova definizioni ma è certo che molti concetti hanno una piccola estensione semantica concernente l’amore. Sicuramente è un concetto che desta molti interrogativi, ma rimane di senso comune, forse quel senso comune che per Antonio Gramsci poteva rappresentare un territorio di transito dal folklore alla filosofia[2].
Faremo alcune riflessioni sul successo della teoria dell’evoluzione  e della selezione naturale Darwiniana in epoca vittoriana. Ma soprattutto sul fraintendimento generale del discorso di Darwin riguardo l’evoluzione della specie umana,  cioè che anche tra gli uomini, per natura, i più deboli fossero destinati a soccombere. Sembra che questo fraintendimento si rifletta nel contemporaneo, anche attraverso la produzione  della tecnologia. Tra gli  algoritmi alla base delle routines di intelligenza artificiale in azione in rete (dalla generazione di rotte di volo, al trading on line) si configurano relazioni predatorie che generano automatismi nocivi alla specie umana. Mentre già nel 1871 Darwin puntualizzava come la specie umana si differenzia da quella animale grazie all’evoluzione, tra i primordia, di un complesso di istinti sociali: la solidarietà, l’aiuto, e in qualche modo anche l’amore.

Premessa : Calcolo ed Istinto

Le attività umane sono spesso caratterizzate da una forte relazione tra manifestazioni cognitive ed emotive, la relazione tra calcolo ed istinto è oggetto di studio, una zona d’ombra ai livelli primordiali della coscienza che nasconde molti tesori. Tra i primordia  nel settore del calcolo  il pensiero matematico così come quello musicale rappresentano (trasversalmente tra le  specie e le culture) dei livelli di astrazione meravigliosi in cui gli aspetti funzionali ed estetici quasi si confondono. Tra queste ontologie , esiste un legame di influenza reciproca molto intimo ed è difficile distinguere quale abbia maggiormente influenzato  l’altra.  Lo sviluppo del linguaggio, ha generato forme espressive infinite, tra cui il pensiero retorico e i codici ad hoc per regolare gli istinti anti sociali e la convivenza.
La relazione tra istinto e calcolo si snoda su temi importanti tra cui la percezione e la produzione gruppale/culturale del senso del tempo, nelle sue determinanti qualitative e quantitative, flussi di coscienza e ciclicità numeriche[3].

Umana et Animalia

Gli umani si sono sempre relazionati agli animali con grande intensità, dai totem alle prime incisioni sui gusci di tartaruga al primo hamburger, il mondo animale ci è servito per capire noi stessi, è un dominio sorgente fondamentale per l’organizzazione di scenari ontologico metaforici che giustificassero regolamenti, teorie, percezioni, distribuzione di potere e risorse; ma anche gestione dei bisogni, conservazione della vita, relazione con l’ambiente.[4] Nella ricerca di se stesso l’uomo incontra il mondo animale, un incontro che traduce legami cosmici e terreni, suggerisce codici universali, dalla proporzione aurea alle elaborazioni dell’infinità discreta [5]. Le rappresentazioni folkloriche testimoniano il mito della indiscernibilità/Indecidibilità tra uomo e animale.   Gilles Deleuze commentando la pittura di Francis Bacon scriveva “L’uomo diviene animale, non senza che l’animale al tempo stesso divenga spirito, spirito dell’uomo esposto nello specchio come Eumenide o Destino”[6].

La rivoluzione dell’evoluzionismo vittoriano

La relazione tra sfera umana ed animale esplode in età vittoriana in un poderoso moto rivoluzionario. Una rivoluzione scientifica e sociale.
Per esprimere un concetto unificante che ha caratterizzato il pensiero intellettuale di questa epoca potremmo parlare di Evoluzionismo. Si tratta sicuramente di un idea “parascientifica” cioè: “una forma dell’ideologia dominante che cerca di darsi una rappresentazione scientifica, forte degli strumenti di propaganda , che diventa chiave dell’edificazione di un complesso socioeconomico”[7].
Un sistema sintetico di filosofia che si era edificato sotto l’influenza delle teorie economiche liberali della fine del XVIII secolo, e con riferimento permanente alle scienze della natura, parallelamente allo sviluppo dell’industrialismo vittoriano: “L’intervento liberale fu messo in atto con la trasposizione della teoria evolutiva, e in particolare del meccanismo della selezione naturale (della conseguente selezione del più adatto) alla sociologia”[8]. Uno dei protagonisti di questo moto rivoluzionario è stato sicuramente Herbert Spencer, l’eclettico, il cui sforzo è stato tutto proteso a fornire una “base naturale” all’individualismo imprenditoriale dell’ormai affermata rivoluzione  industriale. Sebbene Spencer non si legga più’, risulti obsoleto[9] , lo continuiamo a trovare correntemente nei motivi più’ diffusi, più’ volgarizzati, più’ efficaci dell’ideologia dominante nel sistema liberale : ereditarismo generalizzato, riduzionismo genetico, feticismo delle doti naturali, elogio della concorrenza, subordinazione del socio culturale al biologico.
Da un punto di vista culturale assistiamo ad una deformazione del Darwinismo in chiave sociobiologica per ammantare la legge del mercato con il carattere della scientificità naturalistica. Povertà e schiavitù’ erano le condizioni riservate dalla natura ai meno adatti deresponsabilizzando l’organizzazione sociale, “Darwin ha mantenuto tutta la vita una netta opposizione a questo sistema di pensiero rivendicando l’estraneità della sua teoria rispetto alle cause che avevano gettato una gran parte di bambini di donne e di uomini condizioni di profonda indigenza ed ingiustizia se non di schiavitù’[10].

L’effetto reversivo dell’evoluzione

Il 24 novembre 1859 Darwin pubblica a Londra “L’Origine delle Specie” che fu il testo oggetto di grandi fraintendimenti da parte degli intellettuali liberali così come dei marxisti. Sembra quasi consequenziale , circa dieci anni dopo (il 24 febbraio 1871), la pubblicazione di “L’Origine dell’uomo”, che racchiude l’abbozzo di tutta l’etologia che sarà sviluppata l’anno seguente in “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali”, e che contiene il fermento di una antropologia sociale capace di pensare il suo legame con la biologia senza farne derivare né le sue conclusioni, né il suo metodo, un libro che “contiene i fondamenti di un etica materialista e di una socio politica delle solidarietà” . In quest’opera si enuncia esplicitamente il concetto di effetto reversivo dell’evoluzione: la selezione naturale seleziona la civilizzazione, che  si oppone alla selezione naturale[11].
La selezione naturale seleziona non soltanto le variazioni organiche che presentano un vantaggio adattivo ma anche degli istinti.  Fra questi istinti vantaggiosi sono stati conservati e sviluppati, in modo particolare,  quelli che Darwin chiama gli istinti sociali che rappresentano la base della “civilizzazione”. La civilizzazione sarebbe il risultato dell’aumento della razionalità e dell’importanza crescente del sentimento di “simpatia” e delle differenti forme morali e istituzionali dell’altruismo. Si assiste a un rovesciamento sempre più’ accentuato delle condotte individuali rispetto a quello che sarebbe il proseguimento puro e semplice del funzionamento selettivo negli stadi primordiali anteriori dell’evoluzione.

Umana, Animalia, et Automata

Nonostante gli Sforzi di Darwin, la saga della civilizzazione, del progresso, dell’evoluzione umana del sistema economico liberale è proseguita sullo sfondo del credo della selezione naturale e del primato dell’ingegneria sulla mente[12]. In un breve intervallo di tempo, meno di cento anni, abbiamo raggiunto una condizione di connessione virtuale totale caratterizzata da relazioni di estrema dipendenza da servizi telematici,  realtà virtuale,  realtà aumentata, tecnologie  che funzionano automaticamente .
Nel contemporaneo la domanda sorge spontanea: è possibile parlare di un’etologia propria dell’intelligenza artificiale? La risposta è complessa perché innumerevoli sono i campi di applicazione delle routines algoritmiche. Vi sono algoritmi molto “intelligenti”  progettati  per scoprire sincretismi musicali all’interno di poderosi database di registrazioni etnografiche [13], o ancora algoritmi che permettono ad un computer di ascoltare la musica suonata “naturalmente” accompagnando ed improvvisando in tempo reale con diversi strumenti virtuali[14]. La funzione centrale è sempre la stessa: l’elaborazione del flusso temporale e la capacità di elaborarne porzioni infinitesimali. Alcuni analisti hanno cominciato a inquadrare la questione muovendo da quelle tecnologie legate ad aspetti nevralgici dello sviluppo sociale attuale: quelli concernenti i trasporti, la gestione del denaro e dei suoi derivati, considerando che denaro e ricchezza ma soprattutto profitto, interessi ed utilità siano un motore “importante” delle dinamiche dello sviluppo contemporaneo.
Neil Johnson dell’Università di Miami ha recentemente scritto un articolo sul collasso economico del 2008 dal titolo “Abrupt rise of new machine ecology beyond human response time”[15]. E’ un’analisi attenta che spiega  come lo sviluppo tecnologico mirato alla creazione di profitto nell’intervallo di tempo più’ breve possibile, si sia rivolto contro l’ecosistema umano reale, generando effetti devastanti.
Si parla di una sorta di corredo tecnologico autonomo creato dall’uomo che come ultimo effetto danneggia radicalmente gli umani. Come è possibile? Jhonson risponde a questa domanda in un modo semplice: “I risultati della nostra ricerca ci indicano in modo consistente che emerge una ecologia di macchine in competizione tra loro che fanno funzionare una grande massa di algoritmi predatori, e che c’è la necessità di nuove teorie sui fenomeni finanziari che avvengono in minuscole porzioni di tempo” (trad. mia).[16]. Nell’ecosistema delle macchine la magia diventa quella di generare profitto nel minor tempo possibile, microsecondi. La generazione di comportamenti algoritmi automatici super veloci che ricalcano quelli esistenti nel mondo umano, ha creato una sostanziale incapacità, per gli umani, ad intervenire in tempo reale. Analizzando i dati sulla scala dei millisecondi del più’ grande e più’ potente sistema tecnologico-sociale, il trading on line nel mercato globale, Jhonson evidenzia come atteggiamenti predatori di alcuni  algoritmi nello stock market, abbiano generato processi decisionali indipendenti, in stretta correlazione con il collasso finanziario globale del 2008. Il meccanismo è descritto così[17]: ”Ogni algoritmo/agente automatico nel trading deve realizzare profitto ai danni di ogni altro, e agisce da predatore, alcuni possono diventare la preda, proprio come tra i predatori del mondo animale”. Finché la combinazione tra predatori e prede è bilanciata va tutto bene, quando nel sistema vengono introdotti algoritmi predatori più veloci, questi creano eventi estremi, alterazioni di valori su scala globale in grado di causare collassi finanziari internazionali.

Le verità di S. Agostino

Abbiamo descritto come l’uomo alla ricerca di se stesso si sia rivolto all’osservazione dell’ambiente e allo studio delle specie che lo popolavano, abbiamo anche accennato a come recentemente abbia creato un ecosistema artificiale in grado di generare tecnologie automatiche ed indipendenti. Sembra che alcune incomprensioni su se stesso e sull’ecosistema, in testa l’ideologia di progresso, evoluzione, civilizzazione , fiorita in epoca vittoriana, siano tra le cause dei grandi problemi che affliggano la vita degli uomini e degli animali nel mondo contemporaneo.
Forse il senso comune è in grado di cogliere la scarsità di amore in questi grandi circuiti, di un’idea così semplice ma altrettanto complessa. Tanto complessa da permetterci di affermare che in un mondo senza amore probabilmente gli umani “si” estinguerebbero.
Nel suo libro “Mente e Natura” Gregory Bateson raggiunge livelli di analisi moto profondi per dare  risposte alle domande legate all’evoluzione umana, senza risparmiare critiche all’opera di Charles Darwin. Nel nono capitolo utilizza uno stratagemma eccezionale, pubblica un’intervista della nipotina. Il capitolo si intitola E ALLORA?[18] Dove la nipotina gli fa delle domande sui contenuti del testo del libro. Sembra come se lui stesso voglia mettere le sue teorie alla prova della comprensione puerile. Dunque la nipotina un po’ stufa dei giri di parole dice: “Ma il punto della faccenda quale è?”……….-Bateson risponde- “Se tu fossi innamorata non faresti questa domanda”[19].
Cercando poi di centrare il senso della risposta aggiunge:
“Qualunque specie può’ finire in un vicolo cieco evolutivo ed essere complice della propria estinzione. Oggi come tutti sappiamo la specie umana può’ distruggere se stessa da un momento all’altro”.
“L’era industriale ha modificato radicalmente il pianeta vivente, producendo effetti irreversibili e di portata significativa, è il mondo che abbiamo trasformato motivati dalle opinioni sulle verità e sostenuti dal caso”.
“Le nostre opinioni sulle verità possono sempre cambiare, ma se le verità che Sant’Agostino chiamava verità eterne, siano vere per sempre, a prescindere dalle nostre opinioni, questo non posso saperlo”.

 

BIBLIOGRAFIA (in ordine alfabetico)

-Bateson Gregory, Mente e Natura. Adelphi. Milano.1984.

-Chomsky Noam, Linguaggio e problemi della conoscenza. Il Mulino. Bologna 1998.

-Deleuze Gill, Francis Bacon, Logica della sensazione. Quodlibet. Macerata 2004.

-Lakoff G., Johnson M., Metafora e vita quotidiana. Bompiani . Milano 1998.

-Tort Patric, L’antropologia di Darwin. Manifestolibri. Roma 2000.

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[1] “Diffusione di eventi in modo parzialmente casuale si ché alcuni di essi hanno evento più favorevole”. Gregory Bateson, Mente e Natura. Unità Necessaria. Adelphi.Milano.1984. (p.302-303)

[2] “Il senso comune è il folklore della filosofia e sta sempre di mezzo tra il folklore vero e proprio e la filosofia, la scienza, l’economia degli scienziati”. Antonio Gramsci, Folclore e senso comune, Editori Riuniti, Roma 1992. (p. 48)

[3] E’ un tema a mio avviso importantissimo.  Sul piano filosofico ricordiamo la storica disputa tra Albert Einstein ed Henry Bergson che animò la comunità scientifica per tutta la prima metà del ‘900. Sul piano storico antropologico vale la pena ricordare il volume di  G. Desantillana, Il Mulino di Amleto, Adelphi. Un viaggio tra le  mitologie del mondo alla ricerca delle relazione tra uomo ed ente “tempo”. Un progetto di ricerca promosso dal dal  Massachusset’s  Institute of Technology di Boston.

[4] Qui la metafora è intesa come fenomeno cognitivo più che linguistico: “Il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro, una mappatura da un dominio di partenza ad un dominio di arrivo”.Lakoff G., Johnson M. Metafora e vita quotidiana, Bompiani , Milano 1998 .(p 42)

[5] “Gli uomini differiscono dagli animali perché sono in grado di applicare queste capacità in modo più esteso: le stesse capacità sono applicate nella risoluzione di problemi in generale, nella scienza, nel gioco, nell’apprendimento del linguaggio”.

  1. Chomsky, Linguaggio e problemi della conoscenza, Il Mulino , Bologna 1998. (p.44).

[6] Gill Deleuze, Francis Bacon, Logica della sensazione, Quodlibet, Macerata 2004. (p.52)

[7] Patric Tort, L’antropologia di Darwin, Manifestolibri, Roma 2000. (p.44)

[8] (Ibidem p.9,145)

[9] Cfr. G. Bateson 1984 (p.285)

[10] P. Tort.2000. (p.10)

[11] (Ibidem,p.10)

[12] Questo è un tema frequente nelle analisi che Bateson esprime sulla rivoluzione industriale nel suo complesso . Cfr. G. Bateson. 1984 (p.35)

[13] Cfr. http://telemeta.org/telemeta-at-the-iasa-46th-annual-conference.html

[14] Cfr. http://www.antescofo.com

[15] N.Johson, Abrupt rise of new machine ecology beyond human response time,  pubblicato in Nature, Scientific Reports 3, Article number: 2627

[16] Testo originale: “Our findings are consistent with an emerging ecology of competitive machines featuring ‘crowds’ of predatory algorithms, and highlight the need for a new scientific theory of subsecond financial phenomena”.(Ibidem)

[17] Testo originale: “Each trading algorithm/robot is out to gain a profit at the expense of any other, and hence act as a predator, some can then become the prey of other algorithms depending on the conditions. Just like animal predators”. (Ibidem)

[18] G. Bateson.1984. (p. 269)

[19] Ibidem p.273