Laviche

 

LETTERA A UN BARBAGIANNI SICILIANO
CHE STA A MILANO PER SUA GIOVENTÙ

Tra le prese coi giorni inceneriti
le sfoglie che si arricciano velate
a fuso miele amaro nel bagliore
in ore vespertine rinnovate
o menomate tra inganni e rinvii
non sai se amore o l’eros quale scambio
tra lusco e brusco o quale fantasia
sia altra a dare attese vane. O sia
per impotenza il farsi canovaccio
l’abbraccio nel teatro senza tende
stirate per sipario su questi
sillabari tra crimini e pretesti
credi sia vera l’ombra passeggera
che vanti del Corriere della sera?barbagianni1

Tu investi capitali. Fondi persi
nei cieli tersi avari senza umori
che promettano fiori. Eppure apri
a nuovi capri (e capre espiatorie)
aspiranti alle glorie costo zero.
Questo non pare vero eppur s’incròda
sulle lisce scalate al tempo ignaro…

 

 

MESSAGGIO / MESSAGGI
AGLI AMICI DELL’INSONNIA
                  (dedicata a chi veglia e a chi
                    nel cuore della notte ognor si sveglia)

Il mio messaggio è un gesto
chi lo attende l’annacqui
ma comprenda e si stacchi
all’istante chiuda e passi avanti…

Spinge sull’ora il pulsante batte
costringe un chiodo al cuore
a bianche sillabe d’amore
il velluto arrendevole alla mano
senza un freno se stimola a pensare
quanto inganna l’amore e la pazienza.

sereni all’apparenza consumati in cera
a modellare statue e fantasie
su virtuali fiamme di eresie
ove svapora il notturno ricorso
progetti, inganni, duolo, tutto il bolso
tutto un tristo motore come tarlo
invisibile eppure vigilante
fino all’estremo oltraggio nel messaggio
in gesti per chi pretende tace
e inferno dentro può sembrare pace.