L’attrezzo accademico e il tacco della luna

 
Nascoste più che pagine proibite
ai sens’istinti sub … cenere brace
non sarà più il batrace di Galvani
o la sua pila o un polo i poli adesso
già siete in fila per smaltire borie,
sbornie di glorie e ridicole mire
nocive quanto i Fondi Europei
per le vostre mazzette di pezzenti
criminali domestici togati
per tresche editoriali umilianti.
Voi calunniate incolumosi … eppure
meritereste qualche ritirata
miserie morali in fotocopia
tra stecche, le cilecch’e simonìe
nel riparare bambole e dentiere
in alchemico buio di un potere
maneggioni accademici d’attrezzo,
false lanterne magiche da circo
alimentate a pile da lumino
per cattedre da letto.
Ci sarebbe da farvi bersagliotto
per una mira vile di cecchino
sarebbe troppo nobile altra scelta
per le vostre coscienze a presa d’aria
l’effetto sanitario provvisorio
d’esemplare condanna giudiziaria.

 

IL PUNTO ALTO
(ovvero: effetto endecasillabo)

Il punto alto di ogni congiuntura
è sempre la paura di morire
il resto sono fili per colombi
al riposarsi d’ali e spidocchiare.
Chi ama le polemiche può darsi
qualche ragione a lume di barlumi
puntando sul degrado universale.
Il punto alto è volo per chi sale
tutto il resto – credetemi – non vale.

 

IL TACCO DELLA LUNA

Questa idea questa frase l’ho rubata
ecco perché vi aggiungo che non sia
un abbaglio notturno un’ombra il tacco
le zeppe per l’altezze spaziali
a vanitoso tacco per la Luna
ora azzizzata all’adeguarsi
trasognata ma vigile
per gemm’e alte maree.
Ma tu addetta ai viaggi immaginari
confidente amorevole e tenace
ci sei, più sei nell’annunciare trampoli
tu mediti la pace a raggi pieni
nella danza coi tacchi della Luna
trovi nei sentimenti la fortuna
le gemme le maree le sfide al Sole
con gli occhi oltre le nuvole l’Amore.

© Fillippo Montinari

© Fillippo Montinari

 

 

 

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*Azzizzata, voce regionale di Sicilia (da azzizzari = impupare) italiano: “Vestita con ricercata eleganza”

 

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