Il Dubbio di Manubrio

 

Poi dicono tutti che uno esagera. Ma mi sapete dire in cosa consisterebbe esagerazione in un dubbio come quello mio sulla mitologia? Mi riferisco infatti al mito di Scilla e Cariddi che da mezzo e passa secolo a questa parte, alcuni politici si sono messi in testa di sostituire con un neo-mito, quello del “Ponte sullo Stretto”. Ora io dico, a parte l’onanismo dei sostenitori di questa fola elettorale e a parte qualche miliardo già speso in parate e macedonie, cosa vogliono ottenere codesti signori della politica con la loro manfrina di macchinare per la cancellazione del mito di Scill’e Cariddi? Quale mente sadica mette legna al fuoco per cucinar servire e rendere digeribile questa bufala?

Si sperava che tra “Forza Etna”, “Ora-ora arrivau u ferrubbottu” e targhe registrate “Terronia”, la presenza di Matteo Salvini avesse posto un limite, se non la fine, a questa recita cara all’onorevole Silvio Berlusconi e agli alcirotti isolani del suo codazzo politico siciliano. Macché!!! Salvini pur di favorire la bufala elettorale ha addirittura reso monca l’etichetta politica della sua “Lega Nord”, con un improvviso colpo di spugna, uno sbrego che ha fatto sparire tra la sera e il mattino successivo la parola “ Nord” dal logo elettorale seminato da Miglio e da Bossi. Anche Salvini adesso tra i pontisti dello Stretto!

E a me, cittadino peloritano carriddoto Manubrio Zeta devoto cultore del mito vero, lo sberleffo del dubbio irrisolto: quali meriti inventeranno i pontisti per impolpare una storica carriera tale da coonestare un mito dello Stretto, una storia tale da potere uguagliare o semplicemente competere con il mito di Scilla e Cariddi?

 

 

 

 

 

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