”Greenleaf”, ovvero: “Now I’ve Got You, Sons of a Bitch”

Nel racconto “Greenleaf”[1. Il titolo originale è lo stesso. È stato pubblicato per la prima volta nella “Kenyon Review”, estate 1956.], la signora May, che ha costruito una fattoria, è una “contadina solo per forza maggiore”[2. F. O’Connor, Tutti i racconti, a cura di M. Caramella, Milano, Bompiani, 2001, vol. II, p. 58.], lo diventa quando il marito muore.
Nella situazione iniziale del racconto, un toro, che appartiene ai Greenleaf, nella sua tenuta sembra che serva da innesco a un gioco complesso: “Ti ho beccato figlio di puttana”, in realtà è, qui, “Vi ho beccato, figli di puttana”; i figli di puttana sarebbero i gemelli E.T. e O.T. Greenleaf e la puttana , la madre.
Contrapposti ai suoi due figli, per i quali teme soluzioni fatalistiche disastrose nell’ambito del dispositivo di alleanza (“Io lavoro come una schiava, combatto e sudo per conservare la tenuta ai figli, e appena sarò morta loro sposeranno delle barbone e le porteranno qui, a rovinare tutto”[3. Ivi, p. 54.]), ne è evidentemente gelosa, anche perché quelli, a differenza dei suoi, sembra che abbiano circoscritto il loro esserci alla terra, all’habitat in cui risiedono e in cui lei, la signora May, ne aveva permesso l’installazione originaria.

ANALISI
Tesi: Vi ho beccato, figli di puttana.
Scopo: ‘sto toro del cavolo che ci fa nella mia tenuta,
che mi ingravida le vacche e mi rovista dappertutto?
Dinamica: furia gelosa
Paradigma sociale: Adulto-Adulto

Adulto: “Se il toro non viene portato via, ergo se i figli di Greenleaf non portano via il loro toro, il padre dei gemelli Greenleaf, che è l’originario fattore della signora May, dovrà abbatterlo”
Adulto: “Mi pare proprio di sì” (Greenleaf)
Paradigma psicologico: Genitore-Bambino
Genitore: “Vi ho tenuto d’occhio, sperando che faceste una sciocchezza”.
Bambino (di Greenleaf padre): “Questa volta li ha proprio beccati”.
Genitore: “Appunto, e adesso vedranno”.
Mosse: 1) Provocazione-Accusa 2) Difesa-Accusa 3) Difesa-Punizione
Vantaggi: 1) Psicologia interna: giustificazione della collera.
2) Psicologia esterna: si evita di essere messi di fronte alle proprie deficienze.
3) Sociale interno: Vi ho beccato, figli di puttana.
4) Sociale esterno: cercano sempre di farmi fessa.
5) Esistenziale: non ci si può fidare di nessuno.


Il vantaggio esistenziale, “non ci si può fidare di nessuno”, è qui tragicamente realizzato: la signora May sta giocando a “Vi ho beccato figli di puttana”, ma incarica il padre di questi figli di puttana di far fuori l’elemento che giustifica la tesi del suo gioco, quindi si sta fidando di qualcuno; lo scopo della tesi, e qui sta la beffa, la giustificazione del suo gioco, la “incorna”: la punizione, che doveva essere la parte esecutiva della 3a mossa (Difesa-punizione), realizza la provocazione, “quei figli di puttana cercano sempre di sfotterti” (è il vantaggio sociale esterno) e ci riescono definitivamente con l’inconsapevole “scopo” del gioco.
Le parti, vittima e aggressore, sono interpretate: dalla signora May e dal toro.
Quei figli di puttana, poi,dove cazzo si erano ficcati, nelle corna del toro, nel fucile del padre che, poi, centra quattro volte il toro senza che la signora May possa udire gli spari, o stavano ridendo come pazzi del loro vecchio (“Abbiamo costretto papà ad ammazzare il toro al nostro posto. Papà è tanto ingenuo che pensa di ammazzare un toro che vale. Sarà una mazzata, per lui”)[4. Ivi, p. 71.]. Proprio dei gran figli di puttana!

[da: V.S. Gaudio, O’Connor’s Life Games. Macro-struttura narrativa e copione nei racconti di Flannery O’Connor, © 2003]

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