“E vui durmiti ancora”. Un quadro per una canzone.

 

Annamaria Squadrito, Credere, 2015

Annamaria Squadrito, Credere, 2015

 

Luci, suli, stiddi, mari, focu da Muntagna, scogghi. Questa è la nostra terra meravigliosa… ma lei non ha fretta di godere di questo splendore , lo conosce da sempre, come sa pure che gli uccellini infreddoliti non si allontanano dal suo balcone prima di vederla e all’innamorato accoccolato  sulla viuzza da tutta la notte aspettando il dischiudersi delle tendine e dei fiori dei suoi vasi che non ne vogliono sentire di sbocciare e rimangono curvi come senza acqua… ma lei dorme ancora. E’ cosciente della sua bellezza, della sua purezza, della sua giovane vita e per  questo si lascia desiderare. Ma  nel sonno non si può tenere il controllo del proprio agire ed ecco liberasi da lei, come uscita dal più profondo dell’universo, una nube scura intrisa di stelle che racchiudono, ognuna, i suoi sogni di giovane, le sue aspirazioni, le sue fantasie, il suo pudore, la sua spensieratezza, il suo amore per la vita e la natura tutta.  Questa nube si libera nell’aria, esce dai vetri e come una scia  attraversa tutti coloro che attendono la sua apparizione, come a consolarli per la loro lunga dignitosa attesa

Certo, quando Giovanni Formisano scrisse questa appassionata serenata, non poteva immaginare di descrivere la condizione reale   della nostra Sicilia che vogliono tenere dormiente.

 

 

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