Tre poesie

Fausto Pirandello, Donne sulla scala, 1934, olio su tavola

1                                                         
Corti monologhi
e il battito del giorno
impastato di rimorsi
che ci accompagna

tornati con lo scirocco
da un mare senza tempo
a rintoccare l’ora
dei pettegolezzi

ma c’è chi inventaria i morti
tra i soprammobili da ereditare.

Fausto Pirandello, I pastori, 1934, olio su tavola

2                 
Nel nostro sonno tatuato
dal malumore degli astri
nitrivano i sogni

e le donne figliavano
spendendo l’impazienza
sotto il lume a petrolio
mentre i mariti marchiavano
la passeggiata del gregge

trattenendo candele spente
come votive indagini
al rigore della vita.

Fausto Pirandello, Nudo in prospettiva, 1923, olio su tela

3
In soffitte rovistate
da notti insonni filavi
avventure mortificate
incolume riuscendo
da quell’ orlo di sonno

e ancora oggi non sai
come ringraziarti quando
al nuovo mondo scoperto
in saltuarie stanze
insoliti indirizzi rinnovano
la posta da recapitare

ma altro allora pretendi
se tra imbarazzati distacchi
ancora risorgono le agavi.

                                 Salvatore Bommarito