Pazzo Diogene

Ho prudentemente mescolato
coerenza a necessità,
nelle mie molte vite antecedenti;
eppure, ricredersi è magnifico,
pazzo Diogene. Coerenza per coerenza:
di fronte all’inatteso c’è la vita;
chi ci pensava più che si potesse
morire per un virus?
Una febbre ogni dieci anni appena,
un colpetto di tosse: nulla di troppo.
Va bene la coerenza,
ma l’intuizione è un’altra cosa.
Di sicuro lascia interdetti:
a meditare i suoi suggerimenti
si finisce per cavare una tela
lacerocontusa da un buco vuoto.
Io quella volta feci orecchio da mercante:
quella volta che rimasi impigliato
e senza prospettive, quella volta che
persi di vista amici e occupazione.
Avevo presagito qualcosa:
la Provvidenza dà, la Provvidenza toglie.
A essere coerenti, non so
com’è che sono rimasto scompagnato,
con pochi spiccioli in tasca, integro
e sereno fino alla destinazione.
In questo intermezzo di chiusura
e pandemia c’è tempo: mettere vicino
urgente con urgente, utile con utile
non è fatica vana, ma è cosa certa
lasci più vivido ricordo nella memoria
ciò che è meno disinvolto,
ciò che è superfluo sbigottimento.
                                      Massimiliano Magnano