La vita con la tua voce (dietro al vetro)

 

 

Eri perfetta e sono rimasto 	   (lì)
per tutto il tempo
a fissarti attraverso lo schermo
ad ascoltare la tua voce.
Sembra che sia in questo modo
che ci si debba incontrare
adesso.

Uno guarda mentre l'altro, dietro al vetro,
non può.
Il mio sguardo ti bagna e tu non lo sai e
se gridi alle mie spalle
ti sento appena.
Quando mi volto,
sei già lontana
e non mi accorgo neanche che il telefono squilla.

A volte mi sfugge la magia
ostentata e facile
di tutto questo
ma poi è attraverso quell’astrazione furente
così banale
che sento 		  quanto ti amo
quanto sei vicina	  pur essendo così distante da me.

È allora
che vorrei avere addosso tutti gli occhi del mondo
una voce più potente
o, almeno, uno stadio pieno di gente
che dia a tutto ciò un senso   fragoroso
                          comprensibile.

E vorrei che quelle persone mi applaudissero
perché hanno capito, perché sanno
che anch'io ora ho imparato
e posso smettere
così
di doppiare la vita con la tua voce
di farla parlare attraverso di te.

Saresti tu questa vita
nulla fiaterebbe al tuo posto
e io potrei sentirla intera
che sia prossima o lontana
che sia vera o 		(dietro al vetro)
scena madre silenziosa
frutto della mia fantasia.
					          gennaio-marzo 2012
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