L’utile, l’inutile… il superfluo

 

Riporto una storia raccontata da un amico :

“Hui Zi disse a Zhuangzi: ‘Le tue parole sono inutili”.
Zhuangzi rispose: ‘Devi capire l’inutile per poter parlare di utilità. La terra è immensa, ma di tutta questa estensione usi solo il piccolo spazio che hai sotto i piedi. Ora, immagina di togliere tutto il resto, in modo che tutto intorno a te si spalanchi un abisso. La terra che hai sotto i piedi ti sarebbe ancora utile?’
‘Non molto,’ ammise Hui Zi.
‘Questo dimostra che l’inutile è necessario,’ rispose Zhuangzi.”

Zhuangzi, XXVI

 

Devi capire cos’è l’inutile. L’inutile è il pezzetto di terra su cui cammini. E sei anche tu inutile, quando non riconosci l’immensità al di là e al di sopra di te. Quando perdi la cognizione dei tuoi limiti. Se avessi coscienza della limitatezza di ambedue, non tenteresti di espanderti verso l’infinito, non faresti di nulla,una tua proprietà. Invece lo fai e ti batti in nome di un’immorale supremazia. Cogli con mano aperta “la follia alla base dell’idea”. L’arbitrarietà del fardello che distrusse gli europei.
E invece, sorpresa, “i cieli non caddero! Nulla cadde… ” nemmeno per un cuore afflitto. Varrebbe a dire, il cielo è monumentale. Che il Vero vuole l’inutile. Che bisogna scagliarsi, senza smarrirsi.

Ora, si pensi ad un oggetto intensamente. Quel vaso sul mobile, appena distinguibile nell’ombra. Si pensi alla sua Ragion d’Essere. Si pensi di essere scagliati nel bel mezzo, senza curarci che sia il centro. E che scagliarci non ci spaventi. Se lo fa, significa che siamo ancora domati dalla cosa che ci libera, e che quindi questa libertà non era vera, ma era una costruzione. Significa che viviamo ancora intrappolati nell’ossimoro, prigionieri della libertà. Questo accade quando la sensazione è troppo certa. Si dimentica di analizzare l’inutile. Affermiamo come Hui Zi che le parole e il Ragionamento sono inutili, ci arrendiamo alla palpabilità delle cose piccole. Allora l’abisso ci inghiotte, come meritiamo.

 

zhuangzi_and_the_butterfly