L’anello d’ambra

1

Pioggia, pioggia, nuvole e pioggia, e quell’ossessivo, insopportabile tamburellare dell’acqua… Allora uscire, non pensare alla pioggia, lasciarsi alle spalle la noia e con essa l’irrequietezza dell’animale, le sue bizze, gli uggiolii… Così pensa la signora col cagnolino, la padrona del palazzo.

Nel vestirsi, nel truccarsi, la signora si lascia andare… M’infilo l’impermeabile, si dice la signora, ma non rinuncio alla collana e al bracciale d’ambra… Non voglio rinunciare al loro caldo colore, alla magica sensazione del contatto col fossile, alla bellezza e all’eleganza della nuda sostanza del tempo… Quel tempo rappreso, riflette la signora, una macchia di colore bruno, luminescente… mi attraversa gli occhi, entra a far parte di me, si fonde con me. Anch’io bionda, anzi più bionda… Con il maglione verde dallo scollo a V davanti all’incavo del seno… Come riposano beati sulla mia pelle chiara questi piccoli soli d’ambra, così radianti, così splendenti, si compiace la signora, preziosi nel loro carico di millenni… Ma un anello, un anello d’ambra, osserva con disappunto, un bell’anello d’ambra… mi manca. Devo assolutamente comprarlo. Oggi.

 

Cammina svelta la signora, con cappellino, ombrellino, impermeabilino, tutta coperta dal seno alle gambe, con il bel cagnolino al séguito. Che fastidio la gonna che non smette di svolazzare appiccicosa tra le gambe. Va in giro per shopping, la signora. Padrona di sé, si muove altera e scattante come presa da una frenesia, la frenesia degli acquisti. Passa veloce come una meteora da un negozio all’altro, poi è la volta del supermarket. Su e giù per ascensori, per scale fisse e mobili, sei-sette piani, salire e scendere da un piano all’altro, da un reparto all’altro. Oh! gli Emme-Emme, i Magazzini Meravigliosi che con le loro avanzatissime strategie di marketing sanno come accendere i cuori e offuscare le menti per stimolare agli acquisti. Comprare, comprare, tutto può servire per la festa che avanza. Già, si avvicina la festa di qualcosa, forse Pasqua. La Pasqua delle uova, dei pulcini, dei conigli, degli agnelli e, perché no?, anche degli anelli, anelli nascosti a sorpresa dentro ammiccanti uova di cioccolato. Quale sorpresa desidera la mia impazienza? Un anello, certo, ci vuol tanto a capirlo, eh sì, magari d’ambra, un anello prezioso, qualcosa che mi dia calore e gioia, proprio ciò che l’ambra è per me. Ma non so dove cercare uova di Pasqua con anelli d’ambra per sorpresa. Un anello senza uovo so bene dove trovarlo. All’interno degli Emme-Emme, i Magazzini Meravigliosi, anch’essi come un immenso uovo con sorprese per ogni occasione. Di certo mi starà aspettando al reparto gioielleria, ricco di articoli sempre nuovi, nuove proposte, nuove idee, raffinate, di tendenza! Ed eccolo, eccolo, l’anello che fa bella mostra di sé nella vetrinetta più preziosa del reparto. E allora che faccio? Lo compro? Il prezzo c’è ma non è leggibile. Furbi questi negozianti. Espongono l’articolo per catturare la tua attenzione, ma non il prezzo che potrebbe riportarti dal mondo dei desideri con un tonfo giù giù per terra. Ma com’è bello quest’anello, com’è bello, quanto mi piace, sento che sarà mio, ne sono sicura… Lo provo… lo compro… è già mio… è al mio dito!

 

Il piacere del possesso… Quella sensazione di caldo che ti prende, ti pervade… Più su, al piano dell’intimo donna, fra pizzi e merletti, il cagnolino tira, la signora molla, il collare s’impiglia tra il polso e la mano. Inavvertitamente, silenziosamente, l’anello, il bell’anello d’ambra, le si sfila dal dito, cade a terra, rotola un poco, si blocca da solo tra lo spigolo di uno scaffale e il cesto delle occasioni.

La signora col cagnolino esce ignara dai Magazzini Meravigliosi, appena sfiorata da un lieve disagio, che strano, che sarà?, distratta com’è da un improvviso bagliore che illumina ogni cosa. È il sole che occhieggia dalle vetrate, certo la pioggia si è smorzata…

Si avvia a piedi verso il centro, va in piazza della Repubblica. Passeggia, ammira le vetrine dei negozi, l’originalità dei vetrinisti, la creatività delle disposizioni a soggetto. In vetrina è già estate! I nuovi colori, gli accostamenti, i coordinati, gli accessori… Vola un’ora senza stanchezza. Anche il cagnolino zampetta tranquillo, annusando qua e là le ultime novità…

 

2

La signorina sorride alla vita e la vita sorride a lei. Non più giovanissima, anzi attempatella, ma porta bene i suoi anni, non le cascano addosso. Certo nubile, non affamigliata, né mariti né amanti, che me ne faccio, vivo bene da sola io! Abbigliata con dovizia di volants al collo e alla vita, foulard vistoso stretto in testa… Indossa solo colori pastello, tono su tono, un trionfo di primavera, primavera ben stagionata.

«Toh! un anello,» esclama «un anello d’oro e d’ambra!».

Il suo sguardo pungente l’ha colto tra lo spigolo dello scaffale e il cesto delle occasioni. Gira gli occhi intorno e fulminea raccoglie il gioiello. Non è che l’ambra sia la mia preferita, va riflettendo, ma un anello è sempre un anello, e d’oro per giunta, posso sempre rivenderlo.

E così la signorina attempatella, con il nuovo anello al mignolo, fa il saliscendi per i Magazzini Meravigliosi. Va da un piano all’altro, tra mille proposte, sempre pronta a cogliere con le sue orecchie attente anche il più breve stacco pubblicitario pur di non lasciarsi sfuggire l’annuncio della Mezz’ora Folle. Eccola, finalmente! È iniziata in questo momento al reparto maglieria donna.

La signorina accorre. Una ressa incredibile. Decine di clienti rovistano nelle gondole. Afferrano maglie, maglioni, twin set. Li provano freneticamente.

Il peso sulla Luna è la metà della metà canticchia l’imbonitore accompagnando le donne in quel febbrile accaparramento.

La folla cresce, arriva gente anche dagli altri piani.

Prova questo, prova quello, che è che non è, la signorina attempatella dapprima non si accorge che, nello sfilarsi un maglioncino rosa pastello, un filo le s’impiglia nel dito e le trascina via l’anello, che finisce in mezzo alla maglieria. Ma poi avverte il vuoto al mignolo e subito si mette a cercare il gioiello in quel frenetico sfiorarsi di mani. Mani che toccano, scostano e prelevano, provano e rimettono alla rinfusa. Macché, dell’anello non c’è più traccia. Sparito.

Tanto, non l’avevo comprato, roba trovata roba rubata, non è un gran danno, commenta fra sé e sé allontanandosi rassegnata la signorina attempatella.

 

Sparito davvero? No, l’anello è rimasto lì. Ed è finito sotto la mano di un giovanotto che sta cercando qualcosa di carino per la sua tipa, un regaluccio a buon mercato.

Ma cos`è questo? Un anello? Ma guarda! Un anello d’oro con su una pietra, no, non è una pietra, pare ambra! Bene bene bene! Un bel regalo, prezioso e proprio a buon mercato! Questa sì che è fortuna! Basta saper cercare!

Il giovanotto si allontana dal gruppo delle donne. Lo guarda, quell’anello, lo riguarda, davvero grazioso, un autentico gioiello, è perfino griffato. Si cava di tasca il portafogli per metterlo al sicuro. Apre il taschino, vi colloca delicatamente il gioiello, lo richiude e ripone il portafogli nella giacca. Poi si dirige al reparto computer, al penultimo piano. Ecco, ci siamo, spicca il saltello dalla scala mobile e, ma che sbadato!, va a urtare un signore di mezz’età, fermo lì in cima, un po’ imbambolato, con un impermeabile chiaro e un curioso berretto floscio a scacchi.

«Mi scusi, mi scusi» dice questi con fare cortese, scostandosi subito.

«Oh! non importa!» risponde educatamente il giovanotto.

Il signore di mezz’età, dall’impermeabile chiaro e dal berretto a scacchi, si porta subito fuori tiro e si dirige verso il bagno degli uomini, si chiude nell’unico stanzino riservato ai clienti e, con grande circospezione, apre il portafogli che ha appena sottratto al giovanotto.

«Un po’ di denaro c’è» osserva con aria soddisfatta. «E questo cos’è? Uh! un anello d’oro!…»

Intanto bussano impazienti alla porta del gabinetto. Un soprassalto. Accidenti, chi è, che succede?

Qualcuno ha urgente bisogno di entrare:

«Per favore, si sbrighi! Sto scoppiando!» supplica.

Il borsaiolo s’innervosisce, nasconde in fretta la refurtiva in tasca, richiude il portafogli vuoto e se ne disfa abbandonandolo in un angolo del gabinetto.

«Libero!» esclama ed esce incrociando ancora una volta, chi?, il giovanotto appena borseggiato.

È meglio tagliar la corda, si dice il mariuolo, temendo quello che potrebbe succedere.

Difatti il giovanotto, entrato nello stanzino e sistematosi in trono, nota dapprima con curiosità, poi con stupore, infine con raccapriccio che quello abbandonato sul pavimento è il suo portafogli.

Appena può, si riveste in fretta, raggiunge il primo agente della sorveglianza interna e lo mette al corrente del borseggio. Questi lancia l’allarme, la descrizione che il giovanotto ha fatto del borsaiolo dovrebbe facilitarne il riconoscimento e bloccarne l’uscita.

 

Ma il signore con l’impermeabile chiaro e il berretto floscio a scacchi mentre viene giù dalla scala mobile capisce, da certi segnali e movimenti degli agenti di sorveglianza, che il rischio di essere scoperto è quasi una certezza. Deve agire subito, trasformare il suo aspetto, rendersi irriconoscibile agli occhi del giovanotto. È ancora al piano dell’intimo donna, non ha molta scelta. Decide di ricorrere al suo solito trucco: l’impermeabile double face. Si accosta a uno scaffale, si sfila l’impermeabile, lo risvolta rapido e lo rinfila, ripiega e nasconde in tasca il berretto floscio e mette in mostra un’enorme selva di capelli neri. Ora sì che è irriconoscibile. Infine trattiene con sé le sole banconote e lascia scivolare tra lo spigolo di uno scaffale e il cesto delle occasioni l’anello che, a una perquisizione, potrebbe comprometterlo.

 

3

È come trasognata, la signora con il cagnolino, è proprio felice nel suo passare in rassegna i negozi, le mete abituali, dove trovano appagamento i desideri, le illusioni che rendono affascinante la vanità del vivere. Le illusioni… Le illusioni, ma anche le delusioni! Come questa, adesso, accidenti! Un dolore inatteso, improvviso, la prende.

Dov’è il mio anello? l’anello che ho appena comprato? L’ho perso! Dove mi sarà caduto? Sicuramente agli Emme-Emme. Ai Magazzini Meravigliosi.

Quasi come per una folgorazione, ricorda quella strana, fastidiosa sensazione provata mentre si allontanava dal reparto intimo donna. Ritorna rapida sui suoi passi strattonando l’ignaro cagnolino. Dai, su, dai, presto, più presto…

 

Ripercorre metro per metro, centimetro per centimetro, la strada che la separa dagli Emme-Emme. Finalmente vi arriva, entra, va di reparto in reparto sui suoi passi fino all’intimo donna. Avrebbe dovuto capirlo subito… Quella sensazione, sempre la stessa, ogni volta che perde qualcosa di caro!… Là niente, qui niente, forse lì, macché, dove sarà finito? Eppure sente di non averlo perso. Lo ritroverà, ne è sicura. Lo ha avuto al dito per così poco tempo, eppure lo ha sentito subito suo, suo da sempre. Deve concentrarsi, desiderarlo intensamente. Ripensare al piacere provato portandolo al dito.

Ma cosa fa questo stupido cane? Proprio ora deve fermarsi ad annusare chissà cosa? La signora si avvicina, si china, più che mai infastidita da quel contrattempo. Poi le si ferma il respiro, il suo anello d’ambra è lì, ancora lì, tra lo spigolo dello scaffale e il cesto delle occasioni.

«Meno male che non l’ha visto nessuno!» esclama a voce alta. «È proprio vero: le cose che amiamo ci appartengono e prima o poi ritornano a noi» si dice rinfilandosi il gioiello al dito.

Adesso dalle vetrate il sole filtra una luce dorata e sorniona. Come d’incanto si concentra e si ferma sull’anello d’ambra. Che brilla! Oh come brilla!

Angelo Maugeri