Cabala degli anni bisestili

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Bisestile, come sappiamo, è aggettivo di bisesto che dà il nome al giorno da aggiungere ogni quattro anni al mese di febbraio. In ottemperanza alla riforma del calendario imposto da Giulio Cesare, l’aggiunta veniva fatta il 24 del mese più corto dell’anno. Ventiquattro in quanto corrispondente al sesto giorno antecedente le calende di marzo. Un adattamento di carattere pratico che sarebbe superfluo spiegare perché, appunto, è formula nota a tutti.
Meno nota è tuttavia la superstizione, non solo demotica, che gli anni bisestili siano portatori di pesanti sciagure per tutta l’umanità. Né si tratta di leggenda metropolitana, particolarmente fortunata quanto a sua diffusione e suggestione, infatti quando capita di parlarne con eruditi, questi non esitano a sciorinare  personali trame di episodi a sostegno del dar credito alla superstizione e aggiungendo coincidenze con fasi lunari e macchie nel sole i cui rilievi sono (sarebbero diremmo noi) prove parascientifiche. Non resterebbe che il poter attribuire a Giulio Cesare, e/o ai suoi consiglieri di quella volta, la maliziosa e maligna intenzione di sconvolgere il rapporto tra calendario e ordine universale astrologico per innescare conseguenze foriere di eventi tragici su quello che poi Giovanni Pascoli avrebbe definito “Atomo opaco del male”. Si  gioca col mistero, dunque, e il gioco qualche effetto lo lascia, tanto in basso quanto in alto rispetto ai ceti sociali.
I grandi matematici, gli addetti agli studi statistici hanno facile sfogo contro queste forme di credenze popolari, ma la loro motivata disapprovazione non ha ancora trovato il punto debole della manfrina, per smantellarne l’apparente logica, basata sulla esibizione di tabelle di confronto. Queste tabelle elencano a carico degli anni bisestili i più tremendi disastri: dalle dichiarazioni di guerra ai terremoti, dalle epidemie alle sciagure aeree, navali, ferroviarie, ai terrorismi… e chi più ne ha meno ne metta. Tutte dimostrazioni ineccepibili in quanto bagaglio pesante e tragico del bisestile. Il calcolo più recente, pubblicato da un ricercatore dell’Università della Virginia, pone il rapporto di due a sei tra quanto accade negli anni normali e quello che straripa di tragico negli anni bisestili.
Ebbene? Il duemilasedici bisestile lo è, cerchiamogli le pulci e le zecche che ne hanno infestato il corpo tra pelle e pelo in questi primi e trascorsi dieci mesi. Salvo a calcolare il tutto con metodologia illuminata dalla statistica. La legge dei grandi numeri ci darà la chiave di tutto, e forse ci aiuterà a scoprire che tutto tiene in misure proporzionali, che confermano come anche nel bene e nel  male sia tutto un gioco di compensazioni tale da ubbidire a un teorema di armoniche corrispondenze, più o meno come dimostrano le combinazioni stagionali tra periodi di piogge e altrettanti di siccità, di caldo e di rigori invernali, anche se, comunque, in dipendenza di latitudini e longitudini. E da questa qualunquistica osservazione si potrebbe ripartire col fare calcoli e sputare congetture da deporre sul comodo e capiente denominatore generale del Mistero, la cui disposizione alla elasticità può persino fare impallidire le stesse leggi dell’ordine naturale delle cose, altro che statistica!

 

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