Trasversalmente pittura – letteratura: Aurora Romeo e le icone del sacro

Sezione arte –  trasversalmente parlando
Si informano i lettori che da questo momento gli articoli che porteranno tale dizione saranno riferiti a personalità artistiche in senso lato, che hanno sviluppato oltre la passione per la produzione visiva, pittorica o scultorea, anche letteraria, musicale, o altra. S’intende che abbiano una propensione anche verso un altro campo dell’espressione umana oltre alla sfera delle arti visive e si sono avvicinati a quest’ultima o prima o dopo.

In occasione di un evento culturale si è avuto l’onore di assistere alla manifestazione di una duplice personalità artistica che ha reso pubblica la propria abilità nel campo tecnico artistico, nonostante fosse conosciuta principalmente per il suo profilo letterario. Si tratta di un’artista in senso lato, che utilizza più di un linguaggio per esprimere se stessa. L’artista in questione è Aurora Romeo.
Il presente articolo riporta il titolo della mostra, curata da Ombretta Di Bella, tenuta presso la sede dell’associazione di Giarre “Liberiecittadini”, giorno 01/06/2012, evento organizzato da “Ad Ata Voce” e “Prova d’Autore”, e presentato dall’architetto Salvo Patanè e Mario Grasso.

Accenni sull’artista
Aurora Romeo nasce e risiede in provincia di Catania. Frequenta la facoltà di Lettere dell’Università di Catania dopo aver conseguito la Maturità classica. Ha pubblicato un libro di poesia: “Gocce di notti silenziose” (Prova d’Autore, 2008).  La passione per la scrittura e il disegno sposano la causa dell’equilibrio della concentrazione psichica ed emotiva, per entrare in uno stato di sospensione creativa: in questo caso l’icona fa da catarsi, materializzazione di una tensione gestuale.
L’artista, principalmente poeta, coltiva una passione propria per il chiaroscuro e la figura, tuttavia decide di seguire il percorso di produzione canonico delle icone ispirata dalla tecnica.
Seguendo gli stilemi richiesti dalla produzione di icone sacre sia a livello iconologico, sia iconografico, ripercorre le tappe che vanno dalla preparazione del supporto ligneo alla produzione dei colori con terre e collanti.

© A. Romeo, Madonna della tenerezza, tempera ad uovo e foglia d’oro su tavola gessata, 2012, 25x30.


 
 

Si tratta di una ricerca di pace o equilibrio intimistico; come ricorda Sant’Agostino: “Non uscire da te stesso, rientra in te stesso: nell’intimo dell’uomo risiede la verità”, così l’artista incontra il sé nell’oggetto che creando estranea da sé, controllando magistralmente il ductus.

Oggi Aurora espone nella galleria virtuale  di For.Ma (www.galleriaforma.it), una galleria on line nata per rendere visibilità agli artisti e alle loro opere basandosi  sul concetto di aggiornamento costante di  inserimento di nuovi pezzi e informazioni relative ai propri artisti. Ecco alcuni esempi delle opere che realizza, consigliamo la visione del sito per tutti coloro che volessero vederli a una qualità superiore e volessero tenersi aggiornati sull’operato dell’artista.

© A. Romeo, Deposizione, tempera ad uovo e foglia d’oro su tavola gessata, 2012, 25x30.


 
 
 
 
 

“Se il corpo è il simbolo attraverso cui risalire all’anima allora l’arte bizantina deve essere capace di dare al ‘corpo’ una forma inespressiva tale da mostrare (parafrasando l’apostolo Giovanni) le forme, le apparenze, le posture, gli atteggiamenti e i tipi della divinità.” Leang Bruno

Ecco come la stessa artista/scrittrice espone il concetto della relazione tra divino e terreno, visibile e non visibile.

“Il fulcro centrale della pittura bizantina è la figurazione dello spazio divino, per sua natura ineffabile, con fattezze naturali. L’icona si avvale di un linguaggio simbolico che permette di ‘rappresentare il non rappresentabile’. Dunque ben lungi dal codice pittorico naturalistico, l’icona ‘immagine dell’invisibile’ mostra all’osservatore il mistero dell’incarnazione. Lo spazio su cui si adagiano le figure non è quello del mondo fenomenico percepibile attraverso i sensi, ma è uno spazio mistico, accentuato dalla presenza del fondo in oro, segno per eccellenza della luce divina.” Aurora Romeo

© A. Romeo, Madre di Dio del Vladimir, tempera ad uovo e foglia d’oro su tavola gessata, 2012, 35x50.

© A. Romeo, Cristo pantocratore, tempera ad uovo e foglia d’oro su tavola gessata, 2012, 40x30.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le icone sono frutto di un lavoro a metà tra materiale e spirituale, dove tavola e materiali sono simboli dell’unione di questi due aspetti.

“La tavola è un quadrato allungato, nel numero dei lati allude ai 4 punti cardinali e significa che il messaggio che Dio Padre Onnipotente vuole comunicare è rivolto in tutte le direzioni. È un messaggio per tutto il mondo. La forma rettangolare simboleggia la terra sulla quale si apre una finestra sul divino: questa finestra ha la cornice interna dorata. L’oro significa luce eterna. L’icona è quindi una finestra attraverso la quale si può contemplare il divino.” “I tre regni della natura sono rappresentati nel materiale usato per rappresentare la tavola portante l’immagine . Il mondo vegetale è dato dal legno, mentre quello animale dalla polvere di conchiglia, dalla colla di pelle di coniglio con la quale viene ricoperta la tavola e dall’uovo con il quale si stendono i colori. Il regno minerale è presente attraverso i colori che sono ossidi di metalli, le ocre e l’oro.” (tratto da “Le icone del padre” di Padre Andrea D’Ascanio- Editrice Pater)

© A. Romeo, Ecce Homo, tempera ad uovo e foglia d’oro su tavola gessata, 2012, 25x30.


 

“Se l’oggetto specifico della pittura bizantina è la rappresentazione della forma umana, il desiderio dell’artista non è di rappresentare il corpo, ma l’anima, il corpo infatti è un simbolo dell’anima”

Wladyslaw Tatarkiewicz

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