Si riparano bambole

 

DALL’ANNO DELLA CAPRA A QUELLO DELLA SCIMMIA

 

Pare sia da risolvere con la statistica anche se un quesito di natura letteraria non viene posto alludendo alla legge dei grandi numeri. Questo come premessa a costo di sentirsi contestare che le premesse lasciano il tempo che trovano. E allora? Allora la conclusione è nel capire che non c’è molto da capire. Oggi come oggi infatti ci sono casseforti anche per tasche di poveri: l’imperversare di ladri impuniti, di insetti resistenti persino ai moschicidi di una volta, tutto suggerisce il ricorso alla cassaforte. D’altra parte l’epoca dell’usa e getta è appena al suo inizio.
Quanto al resto, direi che sia sufficiente affidarsi all’oscillazione del gusto di ciascun lettore. O fruitore. Così è per la storia della letteratura quando ci si presenta con la protervia di voler capire perché anch’essa sia da considerare Mestiere. Mestiere lo scrivo con l’iniziale maiuscola per lanciare un segno d’intesa a chi aspetta la pioggia fin da luglio e non si fa logorare dall’attesa, malgrado dicembre sia agli sgoccioli e l’anno sulla porta d’uscita (ringraziamolo anche per le sue malefatte, in realtà ci ha fatto compagnia da Capra capricciosa che è con tutta la simbologia della sua cifra 2015 e adesso che ci lascia si spera passi la staffetta a buone mani, come promette quanto sappiamo sulla Scimmia intellettuale beffarda e salterina, pronta a risolvere anche quanto era stato classificato irrisolvibile).
Tutto questo sproloquio, per dire che nella bolla di sapone c’è solo aria e quella finta goccia che cade al momento del dissolversi della parata non fa parte del tutto ma, appunto, del nulla.
Infatti? Infatti qui, Auguri a parte per tutti, si riparano bambole e si continua per conto e in omaggio alla cara memoria di Antonio Pizzuto.

 

Schermata 2015-12-21 alle 16.44.46