Pescechiuso


   POETICHE DEL MARE

 

 

 


 

 

© v.s. gaudio

 

 

«Che ribrezzo»,
continuo a dire tra me e me
e spesso non mi accorgo neanche che lo sto ripetendo
e finisco per somigliare
per disperazione e incoscienza
a chi, finito,
si infila nell’abitacolo della sua auto
cavo che esce dall’orecchio
dito nel naso
e parla e parla,
rivolgendosi a quel punto imprecisato
oltre il cruscotto che,
fissato troppo a lungo,
diviene la fonte primaria del mio autismo.

È così che oggi
reagisco a quel verso sempre uguale
con cui come una grigia tortora («da anni»)
tu scandisci le mie giornate:
fisso quel punto
e parlo e parlo
come se fossi un pescechiuso in un acquario
e non mi importasse
                        che il dito poi si vede
                        che, al di là del vetro,
c’è chi mi osserva divertito e però subito passa
facendo dei miei gesti
la sua afflizione quotidiana
e incurante di quanto alla mia la sua si avvicini
e della distanza che,
ripercorsa continuamente, sovrapposta identica,
ci rende irrimediabilmente dissimili.

                                                           18-19 luglio 2011

 

Print Friendly, PDF & Email