On/Off

Allacciare le cinture, ben strette a polsi e caviglie. In mancanza è preferibile utilizzare una o più corde di opportuna lunghezza. Il fine: perfetto ancoraggio al letto per evitare danni fisici. Adesso si vola! Fuori dalla stanza, dalla casa più esattamente, infuria il vento. Riuscirà a farsi strada attraverso zanzariera: un gioco da vento per il vento. In seguito spalancherà la finestra che, considerando la tua immobilità al letto, non potrai tentar di chiudere. È un bene che tu sia diventato un tutt’uno con il letto, perché non riusciresti ad opporre resistenza alcuna al vento e, a pensarci bene, neanche al letto. Si vola quindi fuori dalla finestra perché lui, il vento, dapprima forte contro il muro, in seguito ti catapulterà fuori. Il portamento è ben altra cosa dal comportamento. Che portamento vorresti assumere così legato? Che comportamento ritieni possa essere il migliore in queste circostanze? La tua stanza diventa un circo. E ci sono colori che concepisci, ma non capisci. Tutto lineare e semplice, apparentemente per tutti, ma non alla portata di tutti. C’è un peso specifico che gioca il suo ruolo.

Il tuo interruttore On/Off per i sentimenti non funziona. Per quel che mi è dato di sapere non è mai stato collaudato, né utilizzato. In realtà, mio caro, devo farti notare che tu l’interruttore On/Off per i sentimenti non sai neanche dove si trovi, perché non ti sei mai posto il quesito, se fosse il caso o no averne uno e se e come utilizzarlo. Era accaduta la stessa cosa all’inventore dell’interruttore On/Off per i sentimenti: non sapeva usarlo! Tu sei un essere umano e quell’enunciato scientifico che hai trovato in una pagina di letteratura scientifica sentenzia che occorre del tempo per imparare a governare quelli che diverranno futuri automatismi di strafottenza. Ben 17 mesi e non ricordi quanti giorni per smettere di amare e dimenticare una persona. Beh, non sono una pecora e devo ricordarti che tu ne hai viste di tutti i colori. Colori che concepisci ma non capisci, sì, proprio quelli. Allora, ti spiego. Non sai cosa voglia dire amare, quindi non sei tirato in ballo. Non lo sei mai stato. Tu hai superato talmente tanti numeri che il 17 non ricordi più che numero sia. Ti senti meglio? C’è qualcuno dentro quel corpo? Un cervello dentro quella testa? Una coscienza dentro la materia bianca e grigia che dovresti avere in dotazione dalla nascita? Ricordi i segni delle tue convinzioni? Convincersi di qualcosa non è una buona cosa. Convinzioni sentimentali. E non hai il famoso interruttore On/Off per i sentimenti! Che pena mi fa! Loro, lì fuori, sanno usarlo magistralmente, meglio del suo inventore, perché qualcuno ha rubato l’idea e l’ha perfezionato. L’inventore l’aveva solo inventato. Non brevettato. E qualcuno l’ha rubato e dotato di funzione che in posizione in Off disattivi anche i sensi ad personam. Si chiama upgrade, senza inutili giri di parole.

Non basta che tu riesca a sollevare animi con il pensiero. Non basta nella maniera più assoluta. La sottigliezza del pensiero non riguarda una terza persona. Resta incompreso. Lo spessore culturale è valutabile come optional. Ci sarà chi fingerà di apprezzare, ma senza mai capire.

Finalmente qualcosa si aziona, la percepisco, ti leggo dentro, hai pensato esattamente quanto segue:

 

“Se la vita è divenire, l’essere umano essendo vivo è per forza di cose in divenire. Divenire e stabilità sono in reciproco contrasto, quindi è probabile che l’uomo non possa essere stabile. È forse la quiete la condizione più adeguata all’uomo? Se una condizione c’è. Quiete dell’anima e quiete della mente. La vita come quieto divenire. Improbabile, non impossibile, ma improbabile. Vivere con quieto andamento. Evolversi con quieto andamento. Ma la trasformazione interiore non è tumulto? Forza inarrestabile che tende a raggiungere qualcosa? Tutto scorre. Tutto si trasforma. Anche se apparentemente stabile. Come l’uomo. Come la vita”.

 

Ti rispondo clap clap, sì, esattamente clap clap, e sai perché? Semplice: ci sei arrivato tardi e il tempo sta per scadere! La vita, lei non io, vuole che adesso tu sia legato a questo letto che tra poco finirà per volare fuori dalla finestra e una cosa che non ti ho detto e mi dispiace averti fatto perder del tempo, forse utile o forse no, ma stai per morire perché il perfetto ancoraggio al letto ti eviterà danni fisici lontano dal letto, ma alla fine finirai sfracellato contro un muro, annegato in acqua o infilzato da qualche ramo: questo non te lo anticipo, lo so ma lo lascio scoprire a te. Buon viaggio… e salutami Dio…

 

Francesco Foti