Dalla finestra di Mario Grasso – “Sebastiano Addamo venti anni dopo”

Dalla finestra si scorge questa volta l’occasione per ringraziare gli Amici del Gruppo C.I.A.I. che con i loro contributi ci hanno consentito di realizzare una adeguata celebrazione della memoria per Sebastiano Addamo (1925- 9 luglio 2000) nel ventennale della sua dipartita. La pronta adesione alla nostra proposta e la qualità degli interventi inediti che si possono leggere nelle 160 pagine di Addamo venti anni dopo ci danno ancora una volta conferma di quanto può incidere il lascito culturale di un Maestro nei sentimenti di chi lo ha conosciuto e lo ha avuto vicino e collaboratore, o collega nella missione di docente, e di chi, pur non avendolo conosciuto per ragioni generazionali, dimostra di aver fatto tesoro delle letture delle sue opere letterarie. Anche questo vuole dimostrare il libro di testimonianze, aneddoti, e giudizi analito-critici sulla persistente attualità degli scritti di Addamo. Ed è un dovere non certamente formale quello di evidenziare la presenza accanto ai contributi di Nicola Mineo e Alfio Siracusano che di Addamo furono amici e assidui frequentatori, la presenza nel libro di studi sulla narrativa e sulla poesia del medesimo che sono stati svolti da alcuni giovani di oggi che nell’anno della morte dell’autore frequentavano ancora le elementari. Da Giulia Letizia Sottile a Rosa Paola Maiolo, Alessandra Ferrara e Stefania Calabrò, con Massimiliano Magnano e altri ancora che Addamo hanno potuto conoscerlo leggendone e apprezzandone le opere. E questo per dire quale significato ha, ulteriore rispetto a quello della stessa celebrazione, un’opera che siamo orgogliosi di aver curato e altrettanto per l’evidente collaborazione che ce ne fa evidenziare valori e significati, come si possono leggere nei contributi di Renata Governali, Sebastiano Aglieco, Dario Consoli, Gaetano Cataldo, Maurizio Cairone, Pippo Cosentino, Aldo Gerbino e Gaetano Cellura. E nel saggio di Alessandro Centonze che da giurista e cultore di studi letterari illumina dello scrittore la formazione giuridica intitolando “Giudizi, ingiustizie e palinsesti giudiziari” il proprio intervento. Una testimonianza particolare quella che ha riproposto Salvatore Scalia con due aneddoti “L’amaro e i cudduruni” di altrettanti momenti privati di Sebastiano Addamo e della sua indole. Un angolo a parte ha ritagliato per se il ricordo scritto da Laura Rizzo che parte da una sua intervista del 1990 alla signora Grazia Cavallaro, moglie dello scrittore per concludere con alcune riflessioni collegati ad accadimenti posteriori alla morte dello scrittore e poeta per un invito a reperirne e collazionarne gli scritti sparsi tra quotidiani e riviste.

Mario Grasso