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Un 2020 sotto pelle di Topo

È idea peregrina quella di un editoriale in una rassegna di letteratura che apre agli oroscopi vietnamiti, volgarmente conosciuti come “Oroscopi cinesi”. Ma sono tempi strani e vi si adeguano i comportamenti umani nei nostri giorni di ansie ansiolitici e WhatsApp procacciatori di patologiche ansie. A ciascuno il suo! E noi abbiamo scelto il tema anche per un omaggio al topo, che per questa volta esce dalle solite favole per bambini per bussare all’attenzione degli adulti: il topo perché questo 2020 sarà l’anno che avrà per nume tutelare il noto roditore, non molto amato invero. Fosse solo per ragioni igieniche quanto alla specie.  Al contrario di quanto si accinge a rappresentare tra la fine di gennaio 2020 e tutta la seconda abbondante metà del prossimo gennaio 2021. In questa occasione incontreremo l’instancabile roditore – capace di spaventare le signore – nell’esercizio di funzioni cabalistiche poco note a noi occidentali. Funzioni quasi per questo 2020 tutte gradevoli e impegnative se sol ci soffermiamo a valutare che, tra le celebrità letterarie non solo nazionali delle scienze filologiche del Novecento, un posto di eccellenza è stato quello di Gianfranco Contini e di Niccolò Gallo entrambi “Topi” entrambi grandi della letteratura della critica e della filologia. (Due nomi come piramidi ai quali si potrebbe affiancare un drappello nobile di altri nomi eccellenti di Topi italiani e stranieri!). Ed eccoci già in pieno clima letterario proprio con il simbolo del re dei roditori.

Ma di là della genialità letteraria del ricercatore scientifico per i nati in questo particolare anno, quali caratteristiche riservano gli anni del Topo? Pare che una sia quella della serietà degli impegni e della sana tendenza a risparmiare, specialmente per tutta la prima parte felice e operosa dei mesi tra l’inverno e la primavera. Poi quando sarà la volta degli anni che assicurano granai pieni, ulivi carichi per l’olio d’annata e grossi, abbondanti grappoli per le vendemmie, il Topo sentendosi più sicuro tenterà avventure sul filo del rischio che avrà suscitato tra gli invidiosi, i quali tenderanno trappole ed esche velenose per offuscare o sopprimere l’ingerenza del benefattore improvvisato. Restano quindi avvisati Topi e Topolini. Per il resto non ci sarà da appulcrare tra Topo di campagna e di città. Sarà un anno di soddisfazioni e anche di successi. Tutti in misure adeguate ai tempi e senza strafare oltre il soddisfacente, per non finire in trappola.

 

  1. Quanto all’ambito letterario c’è da aspettarsi una maggiore produzione di opere scritte bene, curate con tutta l’acribia che proprio la letteratura esige. Il che può preludere al tramonto di quelle iniziative editoriali tra bosco e sottobosco che sono proprie della provincia intesa come luogo dove non esistono confronti. Altrettanto per la politica e i governi, che saranno più attenti al momento di censurare e autocensurarsi. Un ritorno al parlare controllato e se non proprio forbito sicuramente depurato da grillismi vecchia maniera e salviniate per il pecoreccio populista di bassa macelleria. Insomma un anno in cui il Topo s’industrierà anche a favore delle buone maniere. Il che non sarà da poco e per tutti, dai privilegiatissimi filologi ai domenicali della poesia che finalmente prenderanno atto del loro ridicolo, nonché degli scriba improvvisati che si sentiranno mortificati dalle pretese del Topo. Non si esclude lo sbocciare di un capolavoro letterario che oscuri definitivamente le camilleranzate, anche quelle televisive degli affari sporchi sotto falso marchio di educazione alla migliore oscillazione del gusto letterario.

 

  1. 3. Anche Lunarionuovo fruirà (si auspica) del buon influsso del Ratto, forse con una maggiore attenzione dei suoi animatori, forse con la più frequente presenza di “Topi” tra i suoi redattori, sicuramente con la perseveranza di chi continuerà a ripetere la paziente funzione tecnica d’impaginazione internet, che era stata della cura tipografica per la prima serie dal numero uno al 53. O fosse solo per confermare quanto prevede questa bizzarra e ottimista nota editoriale, sicuramente peregrina ma altrettanto sincera nell’assecondare gli auspici degli oroscopi vietnamiti che vanno citati ordinariamente come cinesi.

          Buon 2020 per tutti intanto, in attesa che le rose fioriscano e per questa volta, da questa volta in poi, senza più spine moleste.

Ludi Rector