Il dubbio di Manubrio

mortai

 

Voi lettori mi potrete aiutare a mettere fine a questo dubbio:  –  Alto, olivastro, tendenza al corpulento moderato-bolso, voce da mangiacarrubbe, portafogli schizzante-imploso, conti correnti, depositi e beni immobili a cantachenonfinisce – l’esimio Linko De Polpis giunse nella città-metropoli dell’acqua nei mortai all’insegna dell’imprecisato, tra culo e fama. Voi sapete che il Meridione soffre da sempre di maldistipite per cui anche una sardasalata fa odore e chiamo.  Immaginate quanto richiamo abbia sobillato un tipo come Linko De Polpis, che per non uscir di metafora qui chiameremo Linko. Dunque Linko arriva che già la base era fatta. Palazzo a centro, Croce del Sud a piombo di scale, arte & arti, poesia & poeti, balletti color speranza e prat’inglese, trabocchi e inbocchi bellezza e bagno su bagni e bagnato che ci piove sempre! Linko come Zorro? Ma no! Linko non toglie ai ricchi per dare ai poveri, Linko dà e basta!

I fatti non si fecero attendere e presero come per incanto vie ferrate! Il Sud ha avuto sempre un suo particolarissmo debole per i treni, “Cincu tritratti na vastedda amara e stu scrusciu di trenu surdu e ncuttu ca trapana li sensi e la raggiuni”, scriveva quella volta Senziu Mazza. Insomma Linko tra promesse e fatti, con quella sua voce di mangiacarrubbe, lo fece capire a tutti, oltre a proclamarlo, in sedute radiofantatelevisive e di stampacatistampa: avrebbe vestito gl’ignudi della città dell’acqua nei mortai.

Nell’attesa delle cipolle del Tirreno ognuno s’acquietava al godersi l’ombra della piramide e il procedere lento delle labrene, che tra mosche e farfalle notturne non si potrebbero contare le vittime di spaccalabro a calacausi e semente.

Ma tutto questo sarebbe stato nulla, come infatti è il nulla! Resta infatti il pesce da sventrare. Il sospetto lo palesava il sindaco della Metropoli, fortemente insospettito delle fiaschetterie di Linko, cui, pur se gli si riconosce la preferenza umana per le bottiglie a collolungo, non ci si capacita a quale santo dedicare la preghiera per vedergli finalmente sfilare di mano un’opera compiuta, una sola che sia, d’un vestir l’ignudo, impannucciarlo in qualche modo sia pur di paglie o piume dei tanti uccelli che alleva…

Ed ecco il dubbio, lettore mio scomposto e nauseato per questa lunga curva cieca di sbaroccato a tratteggiare Linko fino alle sue preferenze per le bottiglie (vetro nudo) a collolungo: Le chiedo, gentile Lettore, ma che davvero sia Linko un impagliatore di fiaschi? A lei la parola.

 

 

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