Vi sento

 

Stravaganti creature infestano le mie notti. Non esercito alcun controllo su di loro mentre si fanno avanti nutrendosi delle mie interiora in forma di timori, estrapolandomi l’intimo. Esseri immondi ite! Ho bisogno di santa pace, quindi vogliate perdonare la mia insolenza e di conseguenza perdonerò la vostra.

Smettete di profanare materia cerebrale altrui! Tacete perché mi state recando disturbo! Se così non fosse imparerò a convivere con lor signori, col tempo ad ignorarvi, ma non giudicatemi scortese allorquando accadrà. Mi resta poco tempo e realizzare tutto non sembra possibile, motivo per cui focalizzare un obiettivo sarebbe auspicabile. Un unico. E poi cosa diranno di me gli altri? Cosa si prenderanno la briga di associare al mio nome? Non posso. Non riesco. Procedere lentamente potrebbe non servire qualora la strada dovesse allungarsi. La mia testa è altrove e voi siete lì… ma qui. E non volete capire che ho bisogno che voi andiate altrove. Lasciatemi in pace! Basta! Adesso basta! Non posso sopportare altro! Vi sento, cosa credete? Vi sento parlare, borbottare con stile sconcio, siete i professionisti della follia! Inutile chiedervi chi dovrebbe pagare, lo sapete già: dovrei quindi considerarmi un eletto? Di grazia potreste esser più chiari? La vicenda ha di per sè parecchi lati oscuri. Vi prometto sarò buono ed ubbidiente, ma concedetemi una tregua.

Odio quel rumore di acqua che scorre nei tubi, sono prossimo al momento, questo mi è chiaro! Ho difficoltà a concentrarmi, a tollerare i difetti altrui, non i vostri, non siete altrui! Mi scopro classista, un classista comunista, di sinistra ma non troppo, quel che basta per tenermi lontano da ciò che resta, o per definirmi forse uno sciocco altruista.

Conoscete il mio tormento. Il sapore del mio patimento. Voi che offuscate ogni mio ragionamento. E di mio, a breve, non resteranno che membra prive d’anima a costruire errato ammasso di nome corpo.

Un bolide da mettere su strada mi valorizzerebbe più di un abito elegante. La sensazione di potere, quel brivido che scuote tutto, il “possiedi quindi sei”, sei perché gli altri sanno chi sei. E resterai. Nei secoli dei secoli. È arrivato il momento. Dopo notti è arrivato. E adesso so che resterò.

Chiedo a voi spiriti di sedervi e farmi compagnia, prego, ci sono tre sedie vuote attorno al tavolo. Ci sono spazi ampi attorno al tavolo. Attorno a me.
Non temo il vuoto, semplicemente non amo farne parte. Chiedo a voi spiriti di accomodarmi e farmi compagnia, ci sono tre sedie vuote attorno al tavolo…

 

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