Si riparano bambole (e così basta)

 

Pippiripì Puppirilà Trallalleru Trallalà
Ciripiri Ciripiripi   là

Si riparano bambole fischiettanti in volo, si congiungono come farfalle, si sciolgono come danzatrici, per ricongiungersi ancora: in aria. Sono libere, svolazzanti, divertite, cangianti, hanno una velocità di pronuncia esponenziale. E il cielo le accoglie, immenso, azzurro, con qualche ciuffo di bianco, qua e là.
Si riparano bambole saltellanti, sbaciucchianti, cincischianti, scriventi e libere da contratti, da ricatti, libere da carni imputridite nel frigo rotto della fama, bambole fuori diritti, bambole come rovesci…
Bambole Can-can!
Puri Piri Piripà Ciri Ciri Pippirà Pum

E se una mano si tende… To catch them… Pluf!
Le bambole spariscono, lasciando la mano tiranna, ronzante di un pugno di fetide mosche.

Si riparano bambole smorfiose, innamorate, maliziose, lungimiranti, veritiere… e prendile pure se riesci, sgozzale. Le bambole si riparano da sole: hanno invertito il tempo e i sensori delle antenne.

Ciri Piri CiriPum Pampirampampapirim Pluf
Pam

Le bambole imparano trucchi.
A scansare i manrovesci, sciogliere i guinzagli di follia dei possessori.

Tutto chiuso: finestre, porte e tapparelle. Chiuso a chiave. E dentro: i folli e le bambole. Se per caso, qualcuna delle bambole dimentica di annuire, parte quel ceffone, che prende però l’altra, quella sì, è pensierosa abbastanza da mancare la velocità di abbassamento e scansa…

Acchiappi muschitti?

e, in fondo, è stata l’unica a credere alla durata di un lampo e, quindi, pensando: me lo merito un manrovescio, la prossima volta sarò più accorta.
E col manrovescio faccio match-point, scappa via, cincischiando…

PiriPiriPirimPluf: tiè!

Ridacchiano da qui, ridacchiano di là… sono un po’ stridule, un po’ civettuole, un po’ accelerate, si spostano di città in città con un battito di ciglia. Da una traiettoria all’altra, quando le bambole ridono galleggiano nell’aria, in sospensione ruotano. Siamolibereeeeeeeeeeeeeeeeeeee, gridacchiano, e nella loro lingua madre aggiungono: SciòCirichiriPù va all’inferno chi sai tu.

Pampirampampirimpum Pluf.
Rieccole.
Svanite.

Prima di tornare all’aria aperta, le bambole sono passate dal SOMMO riparatore che le ha pulite, curate, aggiungendo l’occhio qui, un braccio là. Le ha pettinate, profumate, acconciate, rivestite, divertite, esposte alla luce. E le bambole hanno ripreso a parlare. Povere bambole, dimentiche di essere bambole in quella casa stantia di muffa e buia, pensavano a cosa credevano fosse: il dovere. Sforzandosi di non essere bambole e rovistando al contrario ogni loro pensiero. Ma le bambole, si sa, per natura, hanno un dovere solo:

Giocare con chi pare e piace a loro!

Cantano in coro, fluttuando in balia di venti e carni profumate, speziate, acque mosse appena da una brezza leggera sul blu, verde, sul rosso acciaio di un treno in corsa le bambole disegnano similitudini: si aggiustano il trucco e poi ricominciano la marcia, punte di piedi a punta, una per una, come quando: scivolarono via dal collare.

TumpirumPirumpapà Splash

Le bambole si tuffano e riemergono dal mare, riprendono a volare. E sono Vive.

Piripiripiri Pù
Pampirampampirim Pum
Piripiripiripum Pam!

Si riparano bambole canticchianti, scivolando sui venti e odori profumati morbidi speziati, bambole seducenti, danzanti, appassionate, dimentiche, maliziose, smorfiose, innamorate, cincischianti fischiettanti, amanti…

amanti amanti…

 

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