Va in mona

 

Non meno torna o si ripete vola
più memoria che intanto nel letargo
s’increspa la memoria e non consente
a lucido mirare sul bersaglio
se manca siamo noi dentro carenti
fossero amici fossero parenti
dove tornar se l’ospite all’odore
stanca opprime già all’ora compiuta.
“Va in mona” usa il dialetto madre
sarebbe indegno tornare in grembo
all’uopo sia scartare la pazienza
ri-flettere promettere “S’io non tornassi…
fate da madre a Santa . Quella
era Cavalleria se rusticana o Lola
c’hai di latti la cammisa sì janca
e rrussa comu na ciràsa…
ritorna il quanto coltello sangue Turiddu
compar’Alfio… lo ha trafitto al cuore.
Per me pregate Iddio…”
E tornano le pecore all’ovile
come vuole la sera e la miseria
animale ottuso a Itaca ove il sole
contagia anche la luna e tornano
in conserva le stagioni fuori stagione
col desiderio di nascere ancora
come fu come allora
tornare nella vulva della madre?