Un passo, un passo in avanti

 

Un passo avanti. Un passo indietro. Per adesso bastano questi due movimenti. Sui restanti torneremo: consentirete che per i passi laterali ci si possa rilassare prima di parlarne. In avanti e indietro sono mosse primarie, da esse dipende il resto. Sembra chiaro. Siamo sulla linea di confine del 2012. I tempi stringono. Scrivo queste riflessioni alle 13 del 30 novembre e sono già ritardatario. Mi hanno distratto e distolto le bufere di Taranto e il voto all’ONU a favore della Palestina. Un passo in avanti verso la utopia del Foscolo de “I Sepolcri”: “dal dì che nozze tribunali e are diero alle umane belve esser pietose”. Pietose un corno! Un passo indietro per i dubbi di Germania e Gran Bretagna. Gli interessi sono interessi. Quello che non ho capito è il cervello di Obama. Un passo indietro e due in avanti. O è la linea dei passi laterali che non me la fa capire. Infatti di essi dovremo ancora discettare. Si è detto. La linea di confine del 2012 lambisce una pendenza verticale ripida. Il 2013 sarà un cono? Scriveva Tommaseo in quella remota occasione: “Il punto più basso della ruota l’abbiam varcato, adesso si comincia a risalire (…)”. M’illumina la remota annotazione. Tento e credo di capire: abbiamo superato il punto più basso, adesso ci aspetta la parte verticale ripida. Risalire verso la vetta del cono. Evidente. Cos’altro se non un cono? Sì, sarà altro, dio, sarà altro, e se ricorro a un simbologia fallica ci sarà pure una ragione, no? Infatti è come se uno se lo sentisse alle spalle l’opprimente dovere di risalire. Un cono materiale di cui siamo alla base, e che bisogna superare scalandone la ripidità verticale. E un cono invisibile e stimolatore del passo in avanti che si deve pur compiere, per passare sulla turnale madrannata 2013, che ci accoglierà sulla linea di confine alla base d’una parete ripidissima, il paranoicamente ripetuto cono, su cui arrampicarci per allontanarci dal punto più basso dove ci aveva scaricato il 2012. E intanto c’è persino chi non si trattiene dal gridare excelsior! Un passo avanti. Ora quello che vorrei saper dire ai lettori di Lunarionuovo, prima che sia davvero scaduto il tempo utile a lasciare un senso alla proposta, è questo: Perché non tentare un passo indietro? Non guardatevi sbigottiti negli occhi l’un l’altro. La proposta è mia. Folle che sembri o sia non sarà colpa vostra se è stata formulata. Voi dovete solo rispondere. Se invece di un passo avanti ne facessimo uno indietro? Non si può? Ma ditelo, forte, forte, che lo sentano tutti. Tanto, del resto parleremo tra un mese, quando sarà il momento del passo in avanti.

 

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