“Scorci di Sicilia” di Enzo Paparo

Scorcio di Forza d’Agrò

 

“L’Italia senza la Sicilia, non suscita
nello spirito immagine alcuna”
J.W. Von Goethe

La fotografia è un’arte che si insinua nel tempo, prima come supporto al disegno delle vedute veneziane poi come strumento di ritrattistica per svincolarsi in toto dal legame con la creazione grafica antecedente.
In questo caso si colloca come strumento di immanenza, trascrizione di quel mito che ancora sopravvive come anima del luogo di quel di Sicilia.
Si presentano qui alcune delle foto di Enzo Paparo, nato a Catania il 18/01/1986, esposte nella mostra intitolata “Scorci di Sicilia” tenuta dal 25 al 26 Maggio a Giarre presso i locali dell’associazione Liberiecittadini in occasione del confronto culturale con Anna Castiglione e Salvatore Scalia introdotti dall’architetto Salvo Patanè e da Mario Grasso (articolo dell’evento presso il giornale “La Sicilia” 1 Giugno 2012, sezione Jonica pag. 35).

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Veduta di Miscarello

 

Una foto come ricordo, un’immagine come passione, seducente e generosa, questa nostra isola offre ai suoi amanti delicate pose.
Mutevoli le sue tinte nelle diverse ore del giorno, indefinite sensazioni di spensieratezza per i suoi abitanti.
Mondi ameni e delicati nonostante l’orrido dell’abbandonato e dell’incuria umana.

La mostra denotava la voglia di lasciarsi incantare dall’anima dei luoghi, da quella voce flebile del vento contro cui combattere per lo scatto, alla ricerca della luce idonea, la sensazione intima, una lotta tra contrasti per lo scatto più delicato… non semplice fotografia come diletto, ma come ricerca.

Catania

Catania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni scatto, se pur apparentemente offra un soggetto comune, è trattenuto tra esposizione e diaframma, tra vento e luce, rifrazione e contrasto.
Tutto è studiato affinché al meglio l’esito sia epifania.

Una sorta di Kalokagathia, di bello come buono, come se la natura potesse spogliarsi della sua imago distruttiva per rigenerare se stessa, l’uomo e i loci, nella sua archetipa struttura perfetta, nella panteistica visione di una traccia del Dio Theus che entusiasma perché ci ingloba in sé, nelle sue semplici tinte.

Scorcio dal Castello di Cruyllas di Calatabiano

Veduta dal Castello di Cruyllas di Calatabiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sicilia che affascina e seduce intellettuali e scrittori, esula tempo, riforme e governi, nella sua condizione di icona, ma teme costantemente la banalità umana.
La foto, per sua natura documentativa, può indurre a monito di fragile perfectio legata al rispetto,  conditio sine quae non della sua esistenza.

 

Litorale di Giardini Naxos

 

Uno scorcio come frammento di questa nostra anima siciliana, devoti alla Magna Grecia, vittime dei drammi contemporanei, cantori epici della serenità che rischia il declino.
“Rapsodi del bel canto di una Sicilia anelata come immobile che resti pura, ora come allora”.

Veduta di Randazzo

 

Sicilia terra di cultura, tesoro dei Greci, teatro di dominazioni, vessillo di ricchezza e scrigno di cultura, talamo della poetica siciliana nel tempo scempio del brigantaggio e triste depauperazione, della crisi del mezzogiorno, delle guerre tra signorotti e delle giustizie impunite, urbanizzata in modo non sempre coevo al suo costructo bio- storico.

Catania

 

“In Francia si è convinti che la Sicilia sia un paese arcaico, impervio e perfino malsicuro da visitare.
Di tanto in tanto, accade beninteso, che qualche viaggiatore, che passa per audace, s’avventuri fino a Palermo e, al ritorno, elogi tale città, ritenendola molto interessante. Ma in cosa Palermo e la Sicilia tutta lo siano veramente, nessuno da noi lo sa.
In realtà, è soltanto un vezzo. Quest’isola, perla del Mediterraneo, non rientra nel numero delle contrade ch’è d’uso attraversare, ch’è di buon gusto conoscere, che figurano, come d’Italia, nel bagaglio di vita di ogni persona colta.”

Lago Pozzillo, Regalbuto

 

Eppure, da due prospettive almeno la Sicilia dovrebbe attirare il viaggiatore, giacché le sue bellezze naturali e quelle artistiche sono davvero ragguardevoli e singolari. Si sa quanto sia fertile e varia questa terra, conosciuta un tempo come il granaio d’Italia, che via via tutti i popoli invasero e dominarono, tanto fu forte la loro volontà di averla, che indusse tanti uomini a combattere e morire, come una fanciulla ardentemente amata.

È amata al pari  della Spagna, il paese delle arance, delle campagne fiorite, ove l’aria, in primavera, si empie di profumi. È l’isola che accende, ogni sera, sopra il mare, la lampara terribile dell’Etna, il più grande vulcano d’Europa. Ma quel che fa una terra essenziale a vedersi e unica al mondo è anzittutto il suo apparire, da un capo all’altro, come un curioso e divino museo di architetture.”

Citazioni tratte da Cronaca di un viaggio in Sicilia di Guy de Maupassant
traduzione e note di Carlo Ruta
Edi. Bi.si., ediz. 2002, Palermo

 

Veduta della costa ionica da Forza d’Agrò