La Stimmung con W.G. Sebald

 

  LETTERATURA TEDESCA 2.
LA STIMMUNG
CON W.G. SEBALD

 

 

 


 

Il passo a quinconce di Sandra Alexis Baldanders
e la falciatura della liquirizia
La Stimmung con W.G. Sebald
sull’anello di Saturno di Thomas Browne

1.

Forse è la linea isomorfa dello schema a quinconce

che c’è nell’andatura di Sandra Alexis [1. Cfr. V.S.Gaudio, La Maneira de Andar di Sandra Alexis. Estetica e teoria dell’andatura, “Lunarionuovo”, nuova serie n.15, aprile 2006.]

che non è certo una formazione cristallina, forse una stella

l’ammasso stellare delle Iadi, che c’è nel suo passo

quando viene costruito utilizzando i vertici di un quadrilatero

regolare e il punto in cui si intersecano le sue diagonali

come la spina dorsale degli uccelli e dei pesci

o che è nelle tracce dei quadrupedi che si muovono incrociando i passi

nella configurazione assunta dai corpi delle farfalle, dei bachi da seta

e delle falene, nella radice della felce acquatica

nel disco del girasole

nella pigna dei pini a ombrelloil passo a quinconce di Sandra Alexis è nelle piramidi egizie

o nella spaziatura degli alberi di melograno e dei gigli

nel giardino di Re Salomone

quando ho letto tutto questo di Thomas Browne[2. Cfr. W.G. Sebald, Gli anelli di Saturno(© 1995), trad. it. Adelphi, Milano 2010: ci si riferisce alla Parte Prima, dalle peripezie del teschio di Thomas Browne al Quinconce agli Esseri leggendari.]

e ho visto l’invisibilità e l’inafferrabilità di ciò che ci fa muovere,

ed è rimasto lo stesso un enigma

allora Sandra Alexis da dove è venuta in mongolfiera

fluttuante senza gravità in mezzo alle montagne di nuvole

o i teli ondeggianti che si aprivano e io guardavo fuori

oltre piazza Castello incontro alle remote lontananze color indaco

e verso il basso dove, lungo via Roma, o dall’altro lato

da piazza Solferino, verso Sud, inestricabile e nera,

intuivo la presenza della Terra

e in alto incollato sulla volta celeste quel quinconce

cosa c’è nel passo delle Iadi di Sandra Alexis

minuscoli punti d’oro, stelle in via Micca

erano disseminate in un deserto di solitudine

e io che poeta ero se nel mio studio non ho mai

tenuto un tarabuso per scoprire com’è che nasce

il richiamo, unico in tutta la natura e simile ai toni

più bassi del fagotto, che deve essere questo che c’era

nel passo di Sandra Alexis, il richiamo del tarabuso

unico in tutta la natura e simile ai toni più bassi del fagotto,

che ho udito in quel mezzogiorno di fine novembre

in via Micca dentro il quinconce che si costruisce

nella Cittadella di Torino, dove nulla è destinato a durare

la storia di quella traiettoria della contorsionista che

dopo aver toccato lo zenit volse alle tenebre come disse

Thomas Browne nella sua scienza che prevede la scomparsa

nell’oscurità e che non è un arco la storia di un individuo o di

una collettività o del mondo intero

e disse che Baldanders si presenta come una statua di pietra

distesa in mezzo al bosco o che cammina in via Micca a Torino

dinanzi al poeta e non ha l’aspetto di un antico eroe

teutonico e non indossa un’uniforme da soldato romano

Baldanders che era una grande quercia, una scrofa, un mucchio

di letame in un prato di trifoglio, in via Micca e giù lungo piazza

Solferino, un fiore bianco o un albero di gelso,

un tappeto di seta tanto che accadde quello che disse Thomas Browne

nulla è destinato a durare e Sandra Alexis Baldanders

sparì nell’oppio del tempo dentro un sole

autunnale che annunciava già come la luce sarebbe svanita

nella cenere, che presto quell’immagine di ora in ora

per come il tempo invecchia, ci fosse stato almeno un obelisco

o un arco trionfale, una piramide lungo i vertici

di quel quadrilatero o nel punto in cui si intersecano

le sue diagonali, lei si è persa nell’ammasso stellare delle Iadi

che era nel suo cosmogramma il punto in cui Mercurio

le garantiva il diritto alla memoria del poeta e forse a sparire

senza lasciare traccia come il seme del papavero che germoglia

ovunque ed è come quell’arco temporale di maggio in cui

la distesa dei papaveri sul dorso del ballast  ferroviario

scende inaspettatamente su di noi come se fosse il passo

di Sandra Alexis, e allora non desideriamo altro ormai

che essere dimenticati tanto che quell’assolutezza anonima

della sua andatura a bolina stretta così ripida[3. “Sandra Alexis ha dunque la Leggerezza Laterale  e la Lentezza dell’Avanti  dell’Andatura Allascata ma sta andando di bolina stretta, che, invece, si ha quando la poppa riceve il vento con un angolo di circa 30°: stringe al massimo il vento, navigando  e va al trotto, cavalcando(…).Basta per farne la figura che interpreti i jeans come pura percezione sensitiva alla Hume?”: V.S.Gaudio, loc.cit., pag.10:4.L’aura di Sandra Alexis nell’andatura leggera-laterale che sta andando di bolina stretta.] non è più

come il bicchiere integro e dal vetro così limpido, come

appena soffiato, del cardinale Farnese,

che sta nel “Musaeum Clausum” di Thomas Browne,

diagonalità del passo dentro la pietra di Saturno

pesante quadratura quant’altra mai

e perciò indistruttibile fantasma

segreto e dubbio che risparmiati dallo scorrere del tempo

saranno sempre la pietra levigata della melanconia

lungo il passo a quinconce in via Micca

fino a che trasmigri nell’albero di gelso

che ho smesso di potare e attorno al quale

nella luna calante di agosto ho evitato accuratamente

di falciare la liquirizia[4.  Come a preservarne l’uso per i catarri di petto e le infiammazioni della mucosa faringea, cosicché il richiamo di Tarabuso-Baldanders non abbia incrinature nei toni più bassi e più maceranti.]

 

2.

Sandra Alexis , come la falena del baco da seta,

è come una farfalla notturna, la falena dell’ermellino, Harpya vinula

la farfalla cobra, o Bombyx atlas, la monaca, Liparis monacha,

la farfalla di Elvas , Saturnia Elvas o Saturnia do Forte de Santa Luzia,

che vive sugli alberi di gelso bianco

e attorno c’è liquirizia che, quando venne in tournée in Italia

Joan as Police Woman, decantò una nota marca di caramelle

tanto che il poeta le additò quella pastigliata da Amarelli[5. http://www.ilpost.it/joanaspolicewoman/2011/07/21/torino/comment-page-1/#comment-57]

in Calabria e lei quando cantò Forever and a year mi fece pensare

che nel corso della sua breve vita che dura dalle sei

alle sette settimane va quattro volte in letargo

e a ogni fase, lasciato il vecchio involucro,

si risveglia in uno nuovo e diventa il baco da seta

sempre più bianco, più liscio, più grande e dunque più bello,

così disse W.G. Sebald[6. Cfr. W.G. Sebald, op. cit.: Parte Decima.] e raggiunge quindi la trasparenza

del fantasma,  e allora  smette di mangiare,

gira attorno senza posa come l’oggetto a al meridiano del poeta

cerca di  arrampicarsi in alto e punta al cielo

finché non ha trovato il posto giusto per poter filare il bozzolo

dell’analemma esponenziale che ricava dai succhi resinosi

secreti al suo interno, immagine speculare al girare senza posa

dell’oggetto a del poeta attorno al meridiano di Sandra Alexis

che tra i vertici della losanga di Lacan[7. Tra l’immagine, il desiderio, la traccia e l’Altro con il punto dell’intreccio delle diagonali che è l’angoscia(-φ).]

e le sue diagonali passa dall’albero di melograno

all’albero di gelso, dall’albero di fico all’albero

di pruno abbattuto lungo uno schema a quinconce

come se da lì nascesse il richiamo del tarabuso

unico in tutta la natura e simile ai toni più bassi

del fagotto e non da via Micca a Torino a fine

novembre dell’80 che è il tarabuso Baldanders,

la grande quercia che c’è qui nel bosco racchiuso

in un reticolato a quinconce in cui tengono la scrofa

di Sibari allevata a salsiccia arrostita e non ha

l’aspetto di un antico eroe teutonico,

Baldanders è Sandra Alexis ectomorfa longilinea [8. L’orientamento Diagonale e l’estensione del movimento Altissima e Verticale sono alla base del potenziale grado di attrazione dell’andatura del tipo longilineo ectomorfo (cfr. 3.L’accento spaziale della maneira de andar di Sandra Alexis e i Regolatori di Intensità dell’andatura, in: V.S.Gaudio, loc.cit.:pag. 9); fosse stata Sandra Alexis una normolinea mesomorfa, l’estensione del movimento avrebbe dovuto essere Bilaterale, ma per avere, la stessa, una direzioneDiagonale , dei 4 Regolatori di Intensità, sarebbero quelli della Forza(debole/forte) e dello Spazio(Largo/Stretto) a dover essere regolati verso il + per poter dare un punctum attrattivo a questo soggetto morfologico. Nel testo pubblicato in “Lunarionuovo”,non  abbiamo considerato i 4 tipi di Forma dell’andatura: Sandra Alexis con il passo a quinconce ne attuava due. Quello a forma “aperta”, il 4, e quello a forma “diritta”, l’1. Le altre due Forme di Feuillet sono: 3, “rotonda”(o “circolare”), e 2, “ondulata”(o “serpentina”).]

che non è passata sotto gli archi trionfali, le piramidi

e gli obelischi ma come un baco da seta è riuscitaa farsi seta,

oggetto a del poeta fino a che il seme

del papavero che germoglia ovunque nella terza

decade di maggio scendesse così rosso su di noi

a porre il desiderio ulteriore di essere finalmente

dimenticati

 

3.

ed è sorprendente che si sia conservata così a lungo

senza subire alcun danno al meridiano del poeta

a 106° dal punto che ascende ad est

dove sono passati gli aratri e le guerre,

mentre crollavano e si sbriciolavano dimore,

storie e palazzi imponenti, e torri che un tempo

avevano lambito le nuvole,

dentro il “Musaeum Clausum” del poeta i jeans di Sandra Alexis;

gli stivali scalcagnati di Baldanders; “Astra” n.12 del 1980;

il reperto calligrafico di Baldanders sulla quarta di copertina

della rivista del “Corriere della Sera” che contiene

l’indicazione del luogo di nascita a Elvas in Portogallo;

il biglietto del tram da piazza Solferino al Parco in cui sostava

in quel novembre 1980 il Circo Orfei a Torino;

uno stolone di liquirizia ; la lettera del Conservador

do Registo Civil de Elvas in cui è dichiarato

che Baldanders non è nata né nell’anno indicato né prima e

né dopo in quella  città di frontiera (di origine romana e che fu fortezza araba)

del distretto di Portalegre nella provincia del Norte Alentejano;

un disegno a matita del percorso fatto da Sandra Alexis

da via Micca a piazza Solferino in cui va

col passo a quinconce di bolina stretta a 30°

tanto che  per  i 180° dell’angolo piatto dell’orizzonte

c’è la differenza dei 150° dell’aspetto del quinconce;

una foto-dipinto di Jan Saudek che raffigura il podice nudo,

che va dinanzi al poeta, di una modella che ha la morfologia

specchio dell’immagine ferma dell’allure di Sandra Alexis

fattasi oggetto a ; gli appunti sulla correlazione tra i tipi

morfologici, le leggi di Delsarte e la teoria dello spazio di Laban;

i Regolatori di intensità e le Forme di Feuillet connessi

con i tipi psicologici composti secondo la caratterologia francese;

un grafico con l’isotopia dell’ andatura  tra vela, equitazione

e morfologia di Sheldon; il cosmogramma di Sandra Alexis;

la losanga di Lacan proiettata sulla foto di Saudek

e disposta sul reticolato Aquino, consigliato per la  navigazione astronomica

anche dal “Manuale dell’Ufficiale di rotta” dell’Istituto Idrografico,

che ha nei punti base del quinconce i connettori sintematici del suo passo;

un “roteiro” del centro histórico a quinconce di Elvas;

una guida in tre percorsi attorno ad Elvas, dalle imponenti

fortezze di Santa Luzia e della Graça, lungo il rio Guadiana,

che gli arabi chiamavano “Uádia Ana”, e di villaggio in villaggio

dal Barragem do Caia all’Aqueduto da Amoreira;

una piantina del Museo Militare al Forte di Santa Luzia

che ricorda la losanga di Lacan con lati di 150 metri,

tanti quanti sono i gradi dell’aspetto di quinconce;

una foto di Deborah Kara Unger, l’attrice di “The Hurricane” e “Crash”,

nata lo stesso giorno della contorsionista;

una foto di Natasha Richardson, l’attrice di  “Nell” e “Asylum”

figlia di Vanessa Redgrave, nata un giorno prima

e colpita dalla pietra di Saturno il 18 marzo 2009:

tutti oggetti contenuti, ogni qual volta quell’”Astra” salta fuori,

nel quinconce della sua maneira de andar che, adesso lo sappiamo,

è la vera pietra di Saturno, la paura che il nostro essere

vada incontro a una fine senza speranza alcuna

e che con Browne abbiamo conservato le tracce

di quella misteriosa attitudine alla trasmigrazione

che ha un oggetto qualsiasi quando passa con l’oggetto a

del poeta al suo meridiano, e fugge all’annichilimento

facendosi analemma esponenziale di quel passaggio

fino a che all’improvviso diventa cenere

senza che si abbia il tempo di capire

se la pira funebre fosse davvero

composta di alberi sempreverdi

e quel pezzo di tacco degli stivali di Baldanders

cosa starà dunque a significare?

 


 

 

La  foto di Deborah Kara Unger nel Musaeum Clausum del poeta:

nata lo stesso giorno della contorsionista del “Circo Orfei”,

è in lei  che è trasmigrato il  Baldanders e  ha dunque anche lei

il  passo a quinconce, adagio non-emotivo, non-attivo, primario

con la diagonalità  e l’inclinazione ripida che le darebbe un’

estensione alta  del movimento?

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