La Casa della Madonna

 

Importante premettere che quanti tra i lettori non fossero adeguatamente informati sulla Casa della Madonna a Loreto dovrebbero, per la migliore intelligenza di quanto stiamo per esporre, ritenersi invitati all’aggiornamento. A tali condizioni potrebbero contribuire all’onorevole soluzione del caso.
Tra cronaca e invito alla riflessione questo intervento, ex partibus fidelium, s’ingegna – intanto – a cogliere quanto urge tra brucianti attualità a carico di un Evento (le maiuscole qui hanno un peso) Metafisico insidiato da inopinate contingenze burocratico-fiscali, che tuttavia hanno un nome, per passeggero anch’esso siada classificare, IMU, trista sigla del nuovo balzello a ibrida resa per Stato e Comuni.
Il problema per la Casa della Madonna non si pone in maniera semplice: realisticamente quella di Loreto sarebbe “seconda casa”, se fosse provabile l’esistenza d’una prima, (che qui definiremo “originale”) – in quel di Nazareth. Ma la tesi cattolica insiste sulla unicità, essendo datata, la precitata casa originale, trasportata a Loreto dagli Angeli. Tesi severamente contestata da più parti, con evidenti fini dissacratori: negazione del miracolo e accreditamento del “fabbricata in copia”.
Ma la manfrina ha due facce; e se una è quella che abbiamo abbozzato fin qui, la seconda non si presenta da meno, quanto a complicazioni: la esazione del balzello a quale soggetto dovrà essere richiesta? A chi notificare la iscrizione a ruolo della imposta?
La Parrocchia prima e la Curia subito dopo si sono defilate dichiarandosi beneficiari di un comodato d’uso, mentre il Vaticano ha scaricato il barile sulla Diocesi, avviando una probatio diabolica degna davvero dell’analoga figura dell’antico Diritto romano.
Il sindaco di Loreto si è dichiarato pronto a sborsare di tasca propria l’importo, tagliando così corto contro il prospettarsi di un “caso”, che tracimando dalla sua banale semplicità nel maremagnum delle questioni di fede potrebbe creare conflitti e speculazioni, anche politiche. A parte l’incidente diplomatico, che quella volta della bravata degli Angeli non ci fu, perché la notizia si riseppe dopo qualche secolo. E poi, a parte la prescrizione, quella volta non c’erano ancora imposte per prime e seconde case, né c’erano marchingegni satellitari del tipo che nei nostri giorni internet fornisce a qualsiasi suo utente.
E Dio non voglia che insorgano voglie di restituzione da parte palestinese. In fondo, quello degli Angeli, furto lo fu!
E la tesi di quanti parteggiano per la “copia”potrebbe essere Strumentale, una elegante difesa dei Messaggeri Celesti, oltre che, per il caso attuale, prova regina a favore della “prima casa”.
Stando così la briscola, voi lettori, cosa suggerireste al sindaco di Loreto?

 

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