Un dono pericoloso

 

Anna si sedette e accavallò le gambe, con disinvoltura. Lo fissava divertita mentre gli porgeva l’ultima sua conquista.
«Questa mela è un serpente!» pensò Saro mentre maneggiava con cura il pacchetto. Sembrava avesse dinamite tra le dita. Pronta ad esplodere da un momento all’altro. L’inconfondibile forma rettangolare non lasciava spazio ad equivoci. Un oggetto innocuo. In apparenza. Con un bel nastro bianco che gli dava un aspetto invitante.  Saro però conosceva l’efficacia delle parole, il loro fascino seduttivo. E quella donna lì, con i suoi libri e le sue storie, era una vera incantatrice. Lui non intendeva cascarci di nuovo. Si era fatto furbo dopo che lei lo aveva trascinato passo dopo passo in una storia che non era più di carne e di sangue. Non era più  una storia fasulla, tutta inventata, di quelle che piacevano a lui. Senza accorgersene lei ci aveva messo di mezzo l’anima. Terribile a pensarci.
Sotto lo sguardo acuto di Anna aprì il pacchetto e sfogliò le pagine del nuovo libro che lei aveva scritto,  andò all’indice e cominciò a leggere.
Ed era già troppo tardi.

 

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