Il Dubbio di Manubrio

Niente dubbi per questa volta sul Neo-Colosseo di Antonio Tabernacolo
e la sua catena alberghiera sotto l’egida e il glifo della piccola Croce del Sud

 

Ci mancava proprio questa del caro lettore premuroso e insistente che mi esorta a scrivere Manubrio con due b e mi chiede per sopraggiunta se non sia il caso di passare al cambio della specificazione per dare tutta la responsabilità a un manubrio di bicicletta o di moto o di altro. Una insistenza che mi ha messo quasi in crisi. Perché a parte il risentimento personale (che colpa ne ho se mi hanno dato Manubrio per nome?) ho capito che il mio caro lettore non ha realizzato (meglio usare il verbo della realtà) che Manubrio è una persona fisica con uso di ragione e capacità di ragionamenti. Quindi ecco la risposta e ortografica e didascalico-espressiva in merito e senza entrare nel merito. Infatti parlando accarezzando il merito non tutto ne è degno. Né di tutto si può dire a ruota libera. Sia meglio accerchiare e passare avanti lasciando a chi conosce il teorema del cerchio del raggio e del diametro, il compito di ricavare quanto dovuto con il ricorso al p greco. Che in questo caso è siciliano, manco a dirlo, d’uno stile ‘nframatico che si capisce all’odore di trementina, la nota crema per lucidare le scarpe. Detto questo espongo il mio non-dubbio estivo che riguarda il caso grandioso e cronico di Antonio Tabernacolo e della costruzione del suo Neo-Colosseo (le iniziali maiuscole sono dell’Antonio). La gente al top dei propri scrupoli si domanda perché Antonio Tabernacolo, commendatore della Repubblica delle Briscole scoperte (L’iniziale maiuscola qui è mia), abbia speso tanto denaro suo e della Regione, per costruire un Neo-Colosseo. La ragione, cara gente cieca e ignorante, sta nel dubbio se per caso Antonio Tabernacolo non abbia da quelle parti del Neo-Colosseo qualche catena alberghiera. O se non la ha oggi la avrà già progettato. Il tutto insomma a tasca individuale con surrogato criptato e secretato di pubblico denaro di tutti, e su misura di avvenire turistico personale (salta chi può, popolo-pecora) al richiamo d’un Colosseo Neo, tutto siciliano e di ciurme e legioni di turisti in fila che poi la sera ognuno di loro dovrà pur mangiare e dormire. Ed ecco la catena degli alberghi di Antonio Tabernacolo, grande mecenate del tubo risorto in quel del Platani platinato di realtà futurante, futurente e futuribile, mangiabile al far della cultura. Il dubbio allora? No, cari lettori, consentite per una volta che io mi dia una eccezione, me la dia da me stesso, anche se dal punto di vista espressivo potrà stonare. Cioè, per questa volta dubbio non ce n’è!

 

 

 

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